100 per 100 idiozie

Nelle pubblicità si sottolinea spesso che il prodotto è 100% italiano, in maniera quasi pedante come se al di fuori dei confini italiani la gente non sapesse produrre cibo buono e di buona qualità. Questa è un’idea sbagliata, ancorché stupida: ci sono infatti paesi che sono anche meglio di noi. La carne che mangiamo poi è quasi tutta straniera, il pesce idem… siamo morti? E poi produrre in ampi spazi di allevamento è peggio dei nostri allevamenti chiusi, intensivi? E poi questo discorso sembra valere solo per alcuni prodotti, per altri invece gli italiani sono assolutamente esterofili: lo champagne è l’esempio più lampante, visto che siamo i quinti consumatori al mondo per valore. In questo caso gli italiani dunque non si fanno certo impressionare dal fatto che le bollicine siano di origine francese. Poi basta fare un giro sulla rete e trovare che questa idea è comune un po’ ovunque. Immagino che se io frequentassi una famiglia straniera, loro direbbero la stessa cosa: come sono buoni i nostri prodotti, come sono sani, etc etc. Un’idea stupida, dunque, basata sull’ignoranza dell’altro. Ma funziona per la pubblicità e sembra in qualche modo essere consolatoria di fronte a un mondo che veramente è diventato senza confini commerciali. Una nostalgia di confini che non ha molto senso: meglio concentrarsi sulle regole e sugli accordi.

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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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