Il gioco di Massobrio mi è apparso chiaro dopo: proporre in abbinamento ad un medesimo risotto due vini assai diversi. Un dolce Sangue di Giuda doc di Francesco Quaquarini del 2019, 6 gradi alcolici per volume; ed una buona (finalmente!) Bonarda doc Fatum di Francesco Maggi 2019, 13 gradi e qualcosa. Entrambi ottimi vini ed entrambi abbinabili al risotto alle fragole realizzato a partire da un prodotto disidratato: Risotto alle Fragole di Azienda Agricola Carenzio di Carnaroli Pavese. O meglio, sarebbero stati indicati se io avessi seguito ed interpretato meglio il Risotto proposto: invece di un cipollotto ho usato uno scalogno, e non era una cattiva idea; il brodo di verdure non l’avevo ed ho fatto un leggero brodo di dado; il grana padano non l’avevo ed ho usato un poco di pecorino; poi anche un po’ di olio nel soffritto, invece di solo burro. Il risultato è stato un Risotto più saporito che si il Sangue di Giuda inseguiva con la sua freschezza sul finale ma che la Bonarda (o “il” Bonarda, non ho ancora capito) gestiva meglio. Se lo avessi fatto più delicato, anche il Sangue di Giuda sarebbe stato ottimo. Nel dubbio, comunque, io e i miei commensali ci siamo bevute entrambe le bottiglie. Davvero uno spaccato di grande qualità dell’Oltrepo! Terra da scoprire. #welcomeoltrepo
Un Risotto per due Vini
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Se ha 6° non può essere chiamato “vino”…
Non è vero: il moscato ed altri vini lo sono, anche se non hanno gradazione superiore a 6. Hanno un disciplinare specifico. Assaggia
Boh, non so se hai ragione: https://deltadelvino.com/blog/la-legislazione-sui-vini-italiani/
Credimi, moscato ed altri vini dolci, hanno gradazioni da disciplinare da 5,5 a 7,5
Riccardo Milan! Che percorso nel mondo del gusto! Complimenti!