Un Risotto per due Vini

Il gioco di Massobrio mi è apparso chiaro dopo: proporre in abbinamento ad un medesimo risotto due vini assai diversi. Un dolce Sangue di Giuda doc di Francesco Quaquarini del 2019, 6 gradi alcolici per volume; ed una buona (finalmente!) Bonarda doc Fatum di Francesco Maggi 2019, 13 gradi e qualcosa. Entrambi ottimi vini ed entrambi abbinabili al risotto alle fragole realizzato a partire da un prodotto disidratato: Risotto alle Fragole di Azienda Agricola Carenzio di Carnaroli Pavese. O meglio, sarebbero stati indicati se io avessi seguito ed interpretato meglio il Risotto proposto: invece di un cipollotto ho usato uno scalogno, e non era una cattiva idea; il brodo di verdure non l’avevo ed ho fatto un leggero brodo di dado; il grana padano non l’avevo ed ho usato un poco di pecorino; poi anche un po’ di olio nel soffritto, invece di solo burro. Il risultato è stato un Risotto più saporito che si il Sangue di Giuda inseguiva con la sua freschezza sul finale ma che la Bonarda (o “il” Bonarda, non ho ancora capito) gestiva meglio. Se lo avessi fatto più delicato, anche il Sangue di Giuda sarebbe stato ottimo. Nel dubbio, comunque, io e i miei commensali ci siamo bevute entrambe le bottiglie. Davvero uno spaccato di grande qualità dell’Oltrepo! Terra da scoprire. #welcomeoltrepo

Foto Mauro Pivetta
Visite: 195

Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino e il Lago d'Orta Wine Festival. Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

Potrebbero interessarti anche...

5 risposte

  1. hakluyt ha detto:

    Se ha 6° non può essere chiamato “vino”…

  2. Adele ha detto:

    Riccardo Milan! Che percorso nel mondo del gusto! Complimenti!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.