Che ridere: con un nome come quello gli errori sono dietro l’angolo e le risate anche. Basterebbe infatti mettere un “in” davanti al secondo nome per richiamare antiche pratiche necrofile; oppure, una “s”; o una errata trascrizione in “salameria”… Insomma, non è un nome da “marketing”. Però i prodotti sono buoni. Una domenica mattina, su richiesta, ne assaggio quattro, li studio. Quattro aceti dell’Antica Balsameria (capite?) Emiliana. Tutti buoni. Ottimi, però, per ragioni diverse, il Balsamico etichetta nera e quello di mele. Tutti, ripeto, buoni. Inoltre, non hanno né coloranti né conservanti. Sono prodotti completamente naturali. Ottima cosa. E la bottiglia è elegantissima, degna di ogni tavola.
Ma andiamo nel dettaglio. Il più acido è il White Dressing. Buono. Ha profumi sottili in cui le note acetiche prevalgono. In bocca è subito morbido, ma immediatamente dopo agro. Non pieno di sapori e profumi, ma nel complesso gradevolissimo. Trascrivo dal sito (www.balsam.it): “migliori uvaggi di sauvignon, con il metodo “orleans” (http://www.gelatine.org/it/health/specials/154_1391.htm). Con l’affinamento in botti di rovere”.
Un po’ meno acido è infatti l’aceto Balsamico di Modena Etichetta Bianca: profumi leggeri di mosto cotto e legno; in bocca il dolce caramelloso è subito sopraffatto dall’agro dell’acido acetico. “È il primo grado di prodotto, si distingue per una più marcata nota acetica”.
Ottimo, curioso il Condimento di Mele. Buoni i profumi, fra il profumo delle mele cotte e quello del Calvados (senza lo sferzante dell’alcol). Leggerissime note acetiche; in bocca è pieno, corposo, dolce e leggermente asprigno. Quasi un succo di mele leggermente agro. Ottimo condimento per cucinare, accompagnare ai dolci. Anche l’acidità è più bassa (misurata!). Sorpresa! Stupisce anche sul sito, visto che gli hanno dedicato un papiro: “Cottura e fermentazione del sidro di mela… affinamento ed invecchiamento in botti di rovere con il metodo “solera”… aroma rotondo… in armonia con il legno utilizzato… solo… mele… sane, intere, giunte al perfetto stadio di maturazione, coltivate con crescita spontanea… non viene pastorizzato, per consentire all’acetobacter di giungere nell’intestino vivo e regolarne ed equilibrarne la sua vitalità… alto contenuto di potassio… ottimo dissetante diluito in acqua, reintegratore di sali minerali ed oligoelementi. In cucina è un condimento raffinato, ottimo con arrosti, dolci, insalate e verdure”. E ho tagliato.
Ottimo, non c’è che dire, infine, l’Aceto Balsamico di Modena Etichetta Nera. Ottimi i profumi di vino cotto e di legno; in bocca pieno, marmellatoso, caramelloso, acidità ben equilibrata (ma che si sente in deglutizione). Quasi uno sciroppo agrodolce. Ottimo. “Quinto ed ultimo grado di prodotto …complesso, ricco di profumi ed armonie di sentori tra l’agro e il dolce … persistente, limpido, lucente, scuro, denso, scorrevole… da meditazione”. Questa mi giunge nuova: pensavo che fosse un’etichetta-scusa per catalogare i vinoni difficili da abbinare. Adesso ci sono anche i “superaceti”. Mamma mia!
ecco, mi spiace rompere i maroons ma non riesco a stare zitto in certi momenti. Conoscendo mooolto bene il “produttore” mi verrebbe da dirti di farti mostrare l’acetaia …
Accetto il consiglio. Mi muoverò in tal senso. Avrò delle sorprese?
Ciao