In pausa fra un consiglio ed un altro, sfoglio il mio taccuino appena finito (uso quelli neri o colorati con elastico: comodi) e leggo di tanti vini assaggiati. Ne descrivo uno -uno dei tanti buoni- che ho incontrato al Vinitaly. Si tratta dell’Erbavoglio 2007, Torraccia del Piantavigna. Un vino insolito, che mi era stato già annunciato: "vieni ad assaggiarlo… provalo… l’hanno respinto in commissione…". Vado. E assaggio. Non è uno degli erbaluce novaresi. Questi hanno profumi lievi, bel bouquet ma lieve, in bocca sono magrolini e molto freschi. A volte troppo. Questo, invece, ha profumi dolci, di frutta a polpa bianca matura, note di vegetali in fondo. In bocca è esplosivo: pieno, saporito, fresco… Ottimo. Molto buono. Ma non è tipico. Come mai? Lo fanno diradando il vigneto, 39% di resa, e un 10% del mosto va in criomacerazione per due mesi, batonage per mettere ancora in circolo le fecce (gentili, le definiscono per mitigare la bruttezza dell’italiano). Strano. Mica un erbaluce tradizionale. Però che vino! I ragazzacci della Torraccia l’hanno fatta grossa. E per una volta la commissione della doc l’ha fatto "rivedibile". Forse lo accetteranno, quando sarà ripresentato. Però, che vino! Non credo comunque che riusciranno a presentarlo una seconda volta: ne fanno così poco (circa 70 q di uva erbaluce) ed è così buono… Mentre lo cercate, due note in più: ha circa 13° alcolici e un nome simpatico e monello: L’Erbavoglio. Invece di Erbaluce. Questione di erba…
Questione di erba…
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adesso basta è ora di finirla!!!!!!! non esiste l’erbaluce novarese il nome “erbaluce” è tipico della zona del canavese dove si produce questo vino a Novara e zone limitrofe il suo nome è “Colline novaresi bianco” finiamola di viaggiare sull’onda del nome valorizzato da altri…esistono sanzioni penali per questo!
Questo non lo so. Intendo il penale. So, però, che qui lo chiamano così, anche sulle bottiglie. E nessuno è mai stato arrestato.È vero, il nome ufficiale è “Colline Novaresi Bianco”, ma molti lo chiamano anche “Greco” od “Erbaluce Novarese”… C’è molto imbarazzo anche nel novarese per un nome che sembra essere stato preso a prestito, ma un’idea originale ancora non è venuta a nessuno. Comunque, mi sembra una disfida fra nanetti… Il novarese contro la zona di Caluso… Un po’ come se il carema facesse la guerra al bramaterra… Ciao
Ma poi, la legge non tutela solo le indicazioni geografiche? E non le tipologie di vitigno? La domanda che mi viene spontanea è, dunque: ma l’erbaluce è un’uva? O un termine tradizionale? Nel primo caso, c’è poco da fare… come ben sanno i produttori del prosecco doc… Chiederò…
buongiorno io sono produttore di Erbaluce nonchè membro del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell’Erbaluce la questione è semplice,il nome “Erbaluce” è indicativo della pianta d’uva dalla quale si ricava questo vino.
Il vino Erbaluce è un Doc quindi un vino che si può fare e chiamare con questo nome entro il territorio riportato sul disciplinare di produzione, quindi Caluso e dintorni.
Con lo stesso vitigno si può fare anche ovviamente altri tipi di vino ma questi non possono essere chiamati “Erbaluce” perchè fatti al di fuori del territorio riportato sul disciplinare di produione.
Su questi vini la legge ammette che sulla retro-etichetta (non quella frontale) si possa scrivere “vino proveniente da vitigno di Erbaluce” e basta.
E’ reato vendere del colline novaresi con la scritta Erbaluce sul fronte etichetta come, peggior cosa, farlo passare per vero e proprio Erbaluce, i terreni sono diversi i climi sono diversi non saranno mai vini simili è questo il bello della viticoltura.
E’ come se io piantassi del Nebbiolo e vendo il vino facendolo passare per Barolo…….
Questa non è una guerra tra piccoli, in questi ultimi anni il mercato dell’Erbaluce sì è allargato moltissimo e in questo periodo sono state avviate le pratiche per l’ottenimento del DOCG.
A disposizione per eventuali chiarimenti porgo i miei saluti
Sono felice per il successo dell’erbaluce, sinceramente felice. Anche perché negli anno ho avuto modo di assaggiarne di molto buoni, sia in versione ferma, sia spumante, sia passito. Nel novarese, per certo, so che il nome erbaluce viene utilizzato nel parlare del vino (come viene fatto, da che uve) e nelle retro etichette (ci mancherebbe). Ma i miei dubbi rimangono: se erbaluce è il nome di un vitigno come può essere esclusiva di un certo territorio? L’esempio nebbiolo/barolo è forviante, perché viene tutelato il toponimo “barolo” e non il nome comune d’uva “nebbiolo” (prodotta ovunque nel mondo). Così, tutelato dovrebbe essere solo “caluso” e non “erbaluce”. Magari c’è qualcosa che mi sfugge: forse l’erbaluce coltivato nelle altre zone non è erbaluce; oppure, il nome erbaluce ha delle precise radici storiche locali (a Caluso, intendo) che lo rendono patrimonio di una certa zona; oppure non mi saprei spiegare le ragioni di tale tutela… Ci mancherebbe il non sapere che il vino viene diverso da zona a zona, pur essendo fatto con la stessa uva: ma altrove, per esempio in Piemonte, ciò viene risolto con la denominazione geografica: barbera del monferrato, piemonte, d’asti… Mi sfugge qualcosa.
Buuongiorno innazitutto devo farle i miei complimenti è un piacere dialogare con una persona che si intende veramente di vini.
Il discorso sulla tutela del nome Erbaluce risale alla fine degli anni ’60 quando a Caluso viene conferita la DOC per il vino che porta il nome di “Erbaluce di Caluso”. In quegli anni era molto più semplice rispetto ai giorni nostri ottenere delle Doc, ma con il tempo le cose sono cambiate; circa 10 anni fa si era proposto di ottenere una Doc con il nome di “Erbaluce della Serra” per quei viticoltori che coltivavano e producevano questo vino nella zona della Serra morenica ma il ministero ha bocciato questa denominazione con la motivazione appunto che il nome Erbaluce era già tipica di un altro vino doc quindi non poteva essere usata.
Le varie doc di barbera che lei cita sono ancora tutt’oggi motivo di dibattito anche perchè dal 15 di Aprile prossimo tutta la legislazione riguardante la viticoltura di ogni Stato dell’Unione Europea verrà accentrata a Bruxelles e da lì partiranno molti problemi, ad esempio, per noi piemontesi, si parla di un accorpamento di tutte le “piccole” doc del vino rosso in una unica che dovrebbe semplicemente chiamarsi “Piemonte Rosso doc”. Ritornando al discorso Erbaluce quando ad un vino viene riconosciuta la doc questo vino, anche se prodotto dallo stesso uvaggio, deve riportare un nome proprio, riportato dal disciplinare di produzione il quale riporta anche entro quali zone si può produrre quindi uno è un “Erbaluce di Caluso” l’altro sarà un “Colline Novaresi”.
Purtroppo in internet ci sono diversi “Colline Novaresi” venduti come Erbaluce, su ebay ce ne sono un paio ad esempio, e ti posso assicurare che navigando un pò ho trovato un paio di etichette che riportavano il nome Erbaluce sull’etichetta frontale sotto il nome di Colline novaresi ma scritto in modo da ben risaltare.
Sa per noi che facciamo questo di professione è brutto vedere arrivare gente in azienda che ti dice “ho sempre bevuto l’erbaluce di novara ora voglio assaggiare il vostro….” vagli a spiegare tutta questa storia…..un saluto e complimenti per la pagina ogni volta dopo che scrivo mi piace vedere le sue recensioni sugli altri vini…giusto per poterne assaggiare di buoni!
Cioè, vuoi dire che il nome proprio è quello composto: “Erbaluce di Caluso”? E dunque, essendo parte di un nome proprio, il termine “erbaluce” non può essere usato? Per cui, niente -ipotesi- “Erbaluce delle Colline Novaresi” e neppure -paradosso- “Erbaluce dei Colli Berici”? Questo vuoi dire?
Ciao e grazie per i complimenti… Fanno piacere, inutile nasconderlo.
esatto…ci siamo capiti….saluti