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Dal 24 agosto al 1° settembre, piazza Duomo profumerà di pane. Non di metafora, ma di farina, forno e mani in pasta: torna Pane in Piazza, la settimana in cui oltre 200 panificatori da tutta Italia sfornano specialità regionali dolci e salate per una causa concreta.

Il ricavato? Finirà in Camerun, a Bambui, per costruire un panificio e una scuola di panificazione. Un modo semplice e diretto per trasformare una michetta o una fetta di focaccia in lavoro, formazione, futuro.
Non solo assaggi. Ogni sera ci saranno incontri, musica e riflessioni. Passeranno di qui l’arcivescovo Mario Delpini, il parroco di Betlemme, teologi come Ermes Ronchi, ma anche voci laiche: il critico Edoardo Raspelli (martedì 26) racconterà il suo rapporto con il pane nei ristoranti, e Fulvio Marino, il panificatore “da tv”, presenterà il suo libro.
In mezzo, cori alpini, jazz, comicità, artisti africani, battiti di tamburo e risate guidate da Ippolita Baldini. Perché il pane unisce: pancia, cuore e testa.
Le edizioni passate hanno già portato un forno e una scuola in Etiopia. Quest’anno tocca al Camerun. Perché dietro ogni pagnotta c’è sempre una speranza che lievita.
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