Oggi sono andato a fare un’escursione in montagna, all’alpe Corte Buè, Valgrande. La scusa era un concerto della bella manifestazione “Musica in Quota”. Bella davvero.
Alla partenza gente di ogni età e di ogni preparazione atletica, fra cui alcune signore di mezza età troppo grasse, obese azzardo. Ho ammirato il loro coraggio, ma mi sono anche chiesto se ce l’avrebbero fatta su un sentiero boscato (caldo ed umido dunque), con continui saliscendi e gradini naturali e non di diversa altezza (ho le ginocchia che mi fanno ancora male).
In effetti, al ritorno, ne ho vista una sul prato all’inizio del sentiero. Aveva rinunciato.
La cosa mi è dispiaciuta: pensare al suo scoramento. L’ho detto ai miei amici i quali, invece, l’hanno colpevolizzata: ridursi così, reagire, fare più moto, mangiare di meno…
Bah!? L’obesità è una malattia di matrice psicologica e dunque va seguita da medici. Io avrei chiesto alle sue compagne di escursione se avevano messo in conto la sua defaillance e perché non avevano scelto un’escursione più facile? Così, credo, hanno peggiorato un poco le cose.