L’Europa Che Vorrebbero

Quando arrivi al confine tra Serbia e Montenegro, il treno si ferma e tu devi aspettare che passino degli agenti a controllare i passaporti. Poi ti fanno scendere ed infine salire su un altro treno: tu, i bagagli e connessi. Da un treno moderno passi ad uno pieno di graffiti con i compartimenti e sedili, scomodi, di velluto. Muori di caldo e non hai servizi. Ma perché non hanno fatto proseguire il treno che arrivava, bello e lento, da Belgrado? Ti consoli acquistando delle birre fresche da un venditore abusivo (roba che non vedevo da quando ero bambino). In Montenegro fanno da sé: scendi dal treno e sali sul loro. Le stazioni però non hanno banchine per cui sul treno devi arrampicarti e saltare giù. E sei vecchio o fragile? Niente, stai a casa. In giro non ne ho visti infatti. 

Ogni strada ha almeno sei sale scommesse. luminose ed ingannatrici; auto ovunque e un odore di fumo e poi polveri che ti irritano i polmoni. Niente auto elettriche ovviamente. Le carte di credito sono malviste, in compenso hai un ampio mercato di falsi e di sigarette di contrabbando (dal Kossovo) da acquistare. La UE sta aiutando il Montenegro, vedi il nuovo aeroporto di Podgorica, ma per arrivarci non ci sono mezzi pubblici. Ma solo taxi, veri o presunti.

Scommetto che fra dieci anni, le cose saranno cambiate grazie all’integrazione europea. Intanto i montenegrini fanno un po’ come vogliono loro. Il sogno di molti italiani. 

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