Noia

Sono giorni noiosi quelli che sto passando quest’estate, non potendo andare in vacanza nel senso classico del termine.

Solo infatti in attesa di alcune fatture che, questo autunno, dovrebbero destabilizzare il mio equilibrio economico. E così sono rimasto a casa. Però fa troppo caldo, tanto che è difficile persino fare i lavori in giardino.

L’erba è ormai secca e tagliarla significherebbe trasformare i prati in un deserto. Preferisco lasciarla un po’ più alta: tra gli steli resistono ancora alcuni fiori e così i pochi impollinatori sopravvissuti riescono a trovare un po’ di nutrimento.

Ogni giorno vado anche a dare da mangiare ai gatti che vivono nel mio cortile. Erano quattro, ma ora ne sono rimasti due. Degli altri non so più nulla: qualcuno li ha forse accolti in casa, oppure sono morti o semplicemente scomparsi in altre vite. Gatti, animali epici. Ulissidi.

Cerco anche di lasciare un po’ d’acqua agli animali selvatici. Ho messo un sottovaso che riempio d’acqua nel prato accanto a casa, prima del campo di granoturco che poi si apre verso il bosco. Lascio anche qualche avanzo di cibo e raccolgo le mele che cadono dall’albero, mettendole lì nella speranza che qualche cinghiale o qualche istrice trovi qualcosa da mangiare. Spariscono. Qualcuno c’è ancora. Saranno noiose anche le giornate dei selvatici?

In più Monica mi ha regalato cinque cotechini scaduti. Li taglio a fette e ne lascio un po’ in un altro punto, sperando che servano a qualche animale. Dopo qualche giorno non rimane più nulla: qualcuno, evidentemente, passa e mangia tutto.

Questo mi dà una piccola soddisfazione.

Per il resto, le giornate scorrono lente: leggo, discuto (da vero boomer) su Facebook, ascolto musica, faccio qualche lavoretto dentro casa e dormo con un ventilatore accanto. Alla sera spesso esco: cinema, feste, incontri culturali. Bello.

Mangio in modo piuttosto disordinato, solo quando ho fame, senza rispettare orari o seguire una vera routine. Noia. Giornate lente e noiose. Ma non poi così male. Noia.

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