Murales omegnesi in Sardegna

Una telefonata mi ha incuriosito: Giorgio del Cicin che mi invita ad una serata per assaggiare i vini che un nostro conterraneo realizza in Sardegna. Me ne avevano parlato altri. Così sono andato ad assaggiare. Si tratta dell'azienda Murales: vitigni e vinificazione in Gallura e magazzino ad Omegna.

Durante la cena degustazione, abbiamo assaggiato con i Tortelli alla cappasanta e fricassea di pomodoro fresco due uguali – diversi vermentini: il primo un vermentino di sardegna doc “Tutti i venti” 2009; il secondo un vermentino docg di gallura Miradas 2009. Entrambi dichiarano basse rese per ettaro, cura delle uve e basso impatto di solforosa, entrambi hanno gradazione di 14°, sono lavorati in acciaio e rotomacerati… Ma il primo ha profumi di frutta esotica stramatura, tipo banana o papaja per capirci; un bouquet complesso e non di facile lettura (ma questo che profumo è? Ah, adesso ricordo, forse…). In bocca prevalgono le sensazioni dolci: corposo, alcolico, abboccato… rispetto alla freschezza. Sul finale una certa sapidità che il produttore dice essere marina, visto che i vigneti guardano il mare (beati loro, dico io!). Il secondo, invece, ha un profumo che ricorda gli agrumi, semi tostati, note minerali… un bouquet più semplice da leggere. In bocca poi prevalgono le sensazioni di freschezza: magro, fresco, lungo… Stessa sapidità marina, qui più evidente. Altre vigne vista mare (beate anche loro!). Ma dove sta il busillis? Perché questa differenza? I vigneti di Gallura si trovano su terreni granitici, minerali. Gli altri, no. Interessante.

Con il Maialiano da latte glassato al forno, Vellutata di senape antica e Patate al cartoccio abbiamo bevuto l'igt Nativo Isola dei Nuraghi 2008, un blend di syrah (20%), cabernet sauvignon (40%) e cannonau (40%). Ed abbiamo sorseggiato, solo sorseggiato, il doc cannonau di sardegna Arcanos 2008, un liquorino da 15°. Pazzesco! Ma andiamo per ordine: il primo era un vino dal bouquet interessante con note di frutta rossa in confettura, note di frutta caramellata, peperone, spezie indistinte… in bocca abboccato, grasso. Piacevole. 14°. Il secondo era una versione isolana del porto, del porto riserva che ho in casa ed ogni tanto sorseggio. I profumi erano densi, difficili da descrivere: mi sono venuti in mente la liquirizia, la prugna secca disidratata (ma quando mai l'avrò sentita? Boh!?), gelatine di frutta rossa: more, lamponi, amarene, visciole, cuoio… In bocca era caldo, ma incredibilmente fresco. Tale da renderlo bevibile, sorseggiabile. Alla stregua di un porto, comunque. Il povero piatto spariva sotto questo attacco sensoriale. Troppo, però piacevole.

Due chiacchiere con il conterraneo sull'azienda, giovane, e sui mercati di riferimento: Olanda, Repubblica Ceca, Germania… e poi a casa a meditare le degustazioni. Vini preferiti: il vermentino di gallura docg e uno dei tre spumanti presi con l'aperitivo e con l'antipasto: il Salmone affumicato canadese con rustico al burro (il salmone era di un rosso preoccupante…). I tre spumanti docg presentati erano della ditta Gatta di Franciacorta. Nell'ordine: un Franciacorta brut, un extra brut rosé Francicorta e un dosaggio zero Francicorta. Il mio preferito è stato quest'ultimo: profumato, corposo, fresco… più ricco e soddisfacente rispetto al primo. Ma dovrei riassaggiarli con più attenzione: l'altra sera la mia attenzione andava in Sardegna e non in Lombardia. 

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