More Than This

Sono giorni che corri ma il lavoro si accumula. E ti tormenti il naso. E ti svegli di notte. E bevi sempre un bicchiere di troppo. Esci dal dentista con un dolore sordo sotteso. In macchina sei teso e le notizie non confortano. Ma su un canale Rai il dj mette quella canzone. La ricordi ancora, erano tempi difficili. Si usciva dagli anni “di piombo” e avevamo voglia di divertirci. Lui elegante, distaccato, parlava d’amore e di bellezza. Rilassava, dopo anni di impegno e di lotte ci faceva sognare un mondo dolce. Ecco: ricordi frammenti di pomeriggi con il disco che girava, qualche bacio e qualche amico di allora. E così, strano, ti rilassi ancora e segui il fiume misterioso delle parole:

I could feel at the time

There was no way of knowing

Fallen leaves in the night

Who can say where they’re blowing?

As free as the wind

And hopefully learning

Why the sea on the tide

Has no way of turning?

Potevo sentirlo allora, ma lo sento ancora oggi. Molto di più che una semplice canzone.

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