Monferrato sghembato

La parola sghembo mi è venuta in mente, guardando i pali della luce della superstrada per Asti. Esci al casello di Casale Monferrato sud e prendi per Asti. Alla prima curva -guardate- tutti i pali sono storti , sbilenchi rispetto al terreno. Sghembi.

Durante tutta la giornata il Monferrato mi è sembrato "sghembo": il convegno sulla crisi del barbera del monferrato a cui mi ero accreditato non si fa. E’ stato rimandato, ma nessuno dalla ViCaRa mi ha avvertito. Che la crisi del barbera sia da imputare alla distrazione? Sghembo; nel mercatino di Casale vendono scoiattoli grigi. Animaletti infestanti che la UE raccomanda di abbattere. Lì si vendono. Sghembo anche questo; la bella festa del vino è ospitata in una struttura cadente. Sghembo; non ci sono vagonate di turisti. Poca pubblicità. Ancora qualcosa di sghembo.

Ben diritto, invece, mi è apparso l’amico Massimiliano Zanello, viticultore in Ozzano. Il quale, ben contento di vedermi, m’ha fatto assaggiare i suoi vini che vende, come sempre, a prezzi abbordabili. Casa piena di clienti, il vecchio fienile trasformato in sala degustazione. Un’altra sala ricavata in un soppalco. In prospettiva una cucina per far fare da mangiare direttamente in azienda. E, forse, un paio di camere per un agriturismo.

Mentre stappa una bottiglie di Moebius, moscato e chardonnay, vino assai gradevole. E dopo avermi fatto assaggiare tutta la sua produzione (grignolino classico, freisa, barbera, barbera barriquato, barbera con cabernet, moscato secco e moscato dolce, cortese…). Ecco, mentre io assaggio, lui mi parla del suo mondo "sghembo". "Se fossimo in un mondo normale, mi chiederebbero solo di fare della bella uva, che io porterei alla cantina a cui si dovrebbe chiedere solo di fare ottimi vini. E poi ci sarebbero i venditori: che dovrebbero vendere al meglio il vino. Invece, io devo fare dell’ottima uva, fare del buon vino e venderlo direttamente o in azienda o andando a trovare i clienti. No, lo cose non vanno come dovrebbero andare!". 

Massimiliano non è infelice. Solo realista. E’ domenica ed è lì: con madre, padre e fidanzata, ad accogliere ospiti/clienti. Noi beviamo, ci rilassiamo, compriamo il vino, andiamo a mangiare al ristorante di Pio, suo amico, la madre ci regala dell’uva (ottima). Lui ci ospita e intanto guarda il cielo: domani c’è da vendemmiare. Oppure, se piove, caricare il camion e portare bottiglie e damigiane ai clienti in Lombardia, Valle d’Aosta, alto Piemonte… In questo mondo "sghembo", lui ha trovato una retta, faticosa via per lavorare e fare ciò che da generazioni fanno li Zanello. Buona uva per buoni vini.

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