Mittelburgenland: 2mila e cento ettari di vigneto

On 2.100 hectares of vineyarda in the Mittelburgenland area, one red grape variety plays the leading role: Blaufrankisch. The DAC wines here reflect origin through the most typical expressions of area and varietal. The additional “Reserve” stands especially for deeper, weightier DAC wines. Four towns act as the wine-growing area's main producers: Deutschkreutz, Horitschon, Lutzmannsburg and Neckenmarkt; these, as well as two modern cooperatives, prove that size and high quality can indeed go hand in hand”.
Bene, per prima cosa la DAC è l'omologo della nostra DOC, una similitudine che rappresenta per l'Austria una certa novità: il sistema non è infatti molto esteso né diffuso capillarmente. Poi il Mittelburgenland, una zona a me sconosciuta e scoperta per caso, partecipando ad una degustazione guidata all'Enoteca Regionale di Deutschkreutz, una ventina di giorni fa. L'enoteca è bella, un edificio storico (una casa padronale, forse) ben restaurata e ben condotta: si passa sotto il portone e, a destra, si entra nella bottega e si gira subito a sinistra dove una scala a chiocciola e un ascensore ti conducono sotto, nella cantina (mattoni, volte, luci, aria condizionata) e lì assaggia dalle bottiglie aperte sparse qua e là su delle barrique. Poi (o prima) si prende un cesto di vimini con sei scomparti, si mettono le bottiglie scelte e si risale (scala comoda od ascensore) per pagare. Nella cantina, però, nessuno ti mette fretta e in un angolo si può anche fumare. C'erano famiglie, coppie di amici, tedeschi… che parlavano e discutevano come se fossero al bar. In fondo alla sala, dietro una grata, l'infernotto, con le bottiglie pregiate e i formati oltre: magnum, jeroboam… Sopra, la bottega (libri, poster, gadget…), le sale degustazione, un cortile usato per spettacoli e rappresentazioni, gli uffici dell'ente… non male. Sembra che gli Asburgo abbiano pagato le truppe mercenarie (Savoia compresi) vendendo circa trenta mila secchielli di vino passito prodotto in questa zona. I turchi furono così sconfitti e la civiltà occidentale fu salvata dal vino (l'ho sempre detto).
Ma noi cosa abbiamo assaggiato? Molti vini rossi, profumati ed incredibilmente freschi, anche quando si trattava inequivocabilmente di vini di qualche anno o barriquati. Nel dettaglio: un Mittelburgenland DAC classic del 2008 Weingut Artner, 13°, di Deutschkreutz. Un vino che profuma di spezie, spezie e frutti rossi e pepe. In bocca è fresco, magro… gustoso. Sufficiente, perché troppo fresco: da lasciare lì, da bere a pasto. Da bere; poi abbiamo assaggiato Mittelburgenland DAC Weingut Weber 2008, 13,5°, prodotto a Lutzmannsburg. Un vino dai profumi speziati meno evidenti, poi frutta in macerazione alcolica sotto: ciliegia, prugne e ancora spezie. In bocca è fresco, magro… gustoso (anche lui troppo fresco). Sufficiente; terzo vino, il Mittelburgenland DAC Reserve 2007 Weingut Prickler, 14°, prodotto a Deutschkreutz. Profumava di legno, di spezie. Forse frutta rossa, sotto. Forse. In bocca era più morbido, ma si sentiva ancora la freschezza. Era gustoso. Con sapore di prugna nel finale. Corposo. Impegnativo. Discreto, non male; quarto vino assaggiato, il Mittelburgenland DAC Reserve 2008, 13,5°, Weingut Hans Igler, di Deutschkreutz. Un vino dai profumi complessi, da esplorare in profondità, lasciando il naso sospeso a lungo sul bicchiere. Un bouquet ricco, di spezie, di ciliegie, di alcol, di legno. Ricavato da vigne vecchie. In bocca è subito abboccato, morbido, non troppo corposo e leggermente allappante. Giovane. La barrique, 40% per 18 mesi. Lo lascerei un anno ancora in bottiglia. Buono, in divenire; quinto vino, il Mittelburgenland DAC Reserve 2007 Weingut Kirnbauer, 13,5°, di Deutschkreutz. Un vino, nonostante l'anno in più, giovane nei profumi che sono più facili da riconoscere, meno barriquati (anche se l'85% del vino si fa 18 mesi in botti nuove), meno complessi. In bocca è più asciutto, anche lui leggermente allappante, fresco (ovvio), quasi bruciante. Gustoso di frutta, anche un poco acerba. Impegnativo, discreto. Premiato da “Decanter” fra i rossi monovitigno; sesto vino, il Mittelburgenland DAC Reserve 2006, 13,5°, di Vereinte Winzer, in quel di Horitschon. Un vino di cooperativa, medaglia d'oro a Vienna. Non mi appare, però, così notevole: ha profumi poco puliti, con note lattose. In bocca è morbido, un po' allappante, corposo e bruciante. Non male, ma mi ha dato l'idea di essere un po' pasticciato. Cosa avranno assaggiato a Vienna?: settimo vino, il Mittelburgenland DAC Classic 2008, 13°, Weingut Lang di Neckenmarkt. Un vino lavorato in botte grande. Il suo bouquet mi è sembrato un po' confuso, con riconoscimenti di frutta rossa, di alcol, di spezie. In bocca è più morbido di altri analoghi, lungo e gustoso. Non male “nel suo genere”; ottavo ed ultimo vino in degustazione il Mittelburgenland DAC Lage 2008, 13°, di Weingut Gesellmann di Deutschkreutz. Un vino pure lui confuso nei profumi: un mix di spezie, legno e tabacco e frutta rossa e alcol… non male comunque. In bocca è fresco, morbido, lungo, piacevole di frutta e gusto. Bruciante. Non male. Tutti i vini assaggiati derivano da un'uva autoctona: l'uva blaufrankisch o st lauren, traducibile come uva franconia. Una tipica uva austriaca, “un'uva morbida e fruttata” (da “Atlante Mondiale dei Vini”) che ha “affinità con il nebbiolo e il sangiovese” (?) come ci è stato detto all'Enoteca. In purezza o mixata con il merlot, il cabernet sauvignon o lo syrah. I vini di questa zona si caratterizzano però proprio per la DAC che si può cosìm interpretare: livello base, accaio e legno, a volte; secondo livello, bote grande e barrique, a volte; livello top: cru e barrique. Ottocento gli ettari vitati nel Mittelburgenland.
E i vini austriaci? Visto che ci tornerò sopra, ecco alcune informazioni tratte dall' “Atlante Mondiale dei Vini” (Hugh Johnson e Jancis Robinson): “I vigneti austriaci sono molto più vicini all'equatore di quelli tedeschi, quindi il clima è ancora più estremo, con inverni freddi ed estati più calde e soleggiate (questo spiega i grandi profumi ndr). Ne risulta un tenore alcolico molto più elevato, accentuato dalle rese medie decisamente basse dei vigneti austriaci… Nel 1993 l'Austria ha reso più rigorose le leggi enologiche, imponendo una resa massima di 9mila kg (circa 60 ettolitri) all'ettaro per i vini che incl,udono un nome geografico nella denominazione. L'aggiunta di zucchero per elevare il tenore alcolico, un tempo molto diffusa, è oggi proibita per i vini di qualità (come in Germania)”. E sul Mittelburgenland? Poche righe: “nel Mittelburgenland… una vite su due è blaufrankisch e il risultato è un vino rosso sempre più sofisticato, passato in rovere nello stile sperimentato per primo da Hans Igler”. Il numero quattro, per capirci… Prosit!

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