Meglio la Panissa del Tonno
Sono andato a mangiare con amici in un ristorante di Carisio (Vercelli), La Bettola. Locale che consiglio e che avevo già provato un paio di anni fa. Con altri. Il nome è un’idiozia di marketing: non è una bettola, neppure una ex bettola. Ma un ristorante moderno, elegante, borghese (con cucina ricercata ma tradizionale e solo un po’ innovativa), carta dei vini breve e poco ricaricata… al piano terra di un hotel. Edificio nuovo e ben tenuto. Bettola? Boh!? Ma così è…
Io ho mangiato la Panissa con riso carnaroli alla vercellese, come due anni fa. E me la ricordavo ancora. Buona, saporita. Con pepe a parte (meglio metterlo, direi). Poi, ma mi ero dimenticato quanto fosse saziante, ho lentamente manducato un piatto di carne ben fatto e ben presentato. Vino erbaluce San Michele e vino Barbera La Tenaglia ad accompagnare. Io ho bevuto un liquore altri hanno preso il dolce. In tutto 35 euro a testa. Ben spesi.
Peccato però che la mia vicina di sedia abbia avanzato un po’ della Tagliata di Tonno con sesamo ed aceto balsamico. Ciò mi ha fatto pensare a come i nostri comportamenti alimentari siano deleteri. Il tonno è un pesce in via di estinzione. Abbiamo imparato a mangiarlo ovunque e chiunque sull’onda della moda per la cucina giapponese. Ed ora si trova in ogni dove, compreso un ristorante borghese nella bassa vercellese. Sempre meno, però, nel mare. Ma La Bettola doveva proprio avere in carta il tonno? Dobbiamo proprio consumarlo così, senza grazia. Tanto da avanzarlo anche? Non so. A volte penso che ristoratori e cuochi dovrebbero porsi delle domande, interessarsi, prendere posizione. Altrimenti cosa sono: senz’anima? macchinette passa cibo? Boh!?



