Mangiare

Mangiare il Pollo

Sono stato con Silvio a mangiare ad Arona in un bel locale su piazza del Popolo, Aldo Pizzeria con Cucina. Professionisti, cordiali, Bravi. Ordino un galletto con le patate e prima che mi arrivi il tutto, mi portano un piattino con una salvietta umida imbustata. Non colgo. Inizio a mangiare e sono brav con coltello e forchetta, mi faccio spazio mettendo le ossicina sulla tovaglietta. Sono bravo, ma poi debbo cedere: uso le mani e finisco. Ricompongo i resti nel piatto e capisco la presenza della salvietta. La uso per sgrassarmi le mani. Ottimo piatto. Il mio commensale mi guarda e fa eco al cameriere che mi dice: “sono pochi i clienti che riescono a finire il piatto così bene!”. Rispondo con una battuta: “mio padre mi avrebbe sgridato perché ho usato anche le mani”. Non è vero, ma mi piace evocare la figura austera di Papà. Ma anche lui usava le mani per mangiare. E mi diceva che era lecito. E da Aldo lo sanno e ti danno la salvietta, prima.

Mangiare la Pasta

Passo per il centro di Caorle e mi fermo a mangiare alla Taverna Caorlina. Scelgo la pasta al nero di seppia ma ho una bella maglia bianca: il terrore sul mio viso. “Mi macchierò di certo!”. Chiedo aiuto al cameriere e lei senza profferire parola va verso il fondo del locale e ritorna con una bavagliolo enorme in tessuto non tessuto. Mi guardo intorno, ma nessuno si cura di me. Mangio tranquillo e senza paura di macchie. E intanto penso ad Alberto, amico di un tempo, il quale faceva il rappresentante e mi spiegava che mai e poi mai si deve andare al ristorante a mangiare pasta lunga. Il rischio macchie è altissimo e non sempre il ristorante ha in casa un grande, ridicolo tovagliolo per gli arditi di chiaro vestiti.

Mangiare il Kebap

Mi è successo un paio di volte di fermarmi a mangiare in un kebap e di non poter bermi una birra, perché nel locale non ne tenevano. Una volta a Monaco di Baviera ed una volta in Italia. Per me è una novità e non mi è piaciuta molto. Però penso che la stessa cosa potrebbe succedere ad un carnivoro che mangia in un ristorante vegetariano. Se vai in un kebap non puoi bere alcolici (ma non in tutti, ovvio). Unica nota che mi sento di dire è che tale scelta dovrebbe essere segnalata prima che uno si sieda per mangiare: un logo, una scritta, una definizione merceologica… qualcosa che mi faccia scegliere prima, insomma. Altrimenti la vivo come una privazione.

Mangiare: tre piccoli episodi, ricordi e riflessioni
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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg.Socio attivo di Slow Food, condotta verbanese. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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