Made in Japan

Cammini per un corridoio del Vinexpò di Bordeaux e un'hostess sorridente ti porge una borsa di plastica, coi manici, cerniere, misura strana, imbottita (e tu pensi: va proprio bene per il mio tablet. Che ora non ho. Ma, magari…). La prendi e la porti via. Una volta a casa, la apri e scopri che contiene i risultati del concorso enologico Les Cittadelles du Vin, Un concorso come tanti, ma diverso da altri. Le nazioni in gara, infatti, sono moltissime. E per me inconsuete. Si rafforza l'idea che la Fiera francese sia più internazionale, più aperta. Anche perché i francesi si sentono un po' il paradigma del mondo vinicolo…: Israele, Libano, Argentina, Australia, Austria, Brasile, Canada, Grecia, Ungheria, Italia, Cile, Croazia, Spagna, Francia, Portogallo, Stati Uniti, Svizzera e Giappone… queste le nazioni da cui provengono i vini più premiati. I migliori della loro categoria. Mi incuriosisce il Giappone, dei cui vini nulla so. Anzi, qualcosa pensavo di sapere…

Anni fa, mi raccontarono una storiella. Una leggenda metropolitana. Che i giapponesi avessero comprato tonnellate di terra delle Langhe per rifare i vini piemontesi da loro. Ma che non ci fossero riusciti (ah, la magia del “terroir”!).

Anni fa, con Claudio Zaretti e Gian Paolo Cangi, andai al Pinocchio di Borgomanero con una brigata di allievi cuochi giapponesi (ah, che ridere: questi che fotografavano tutto!) e lì mi intrattenni con un giovane allievo sui vini. Io gli dissi che il mio vino preferito era il nebbiolo (oggi non più) e lui condivise la mia scelta. Gli chiesi se in Giappone ci fossero vini. Lui rispose che sì, c'erano, ma valevano poco. Imitazioni pacchiane.

Poi non seppi più nulla. Fino alla borsa in questione, che mi ha consegnato uno Chateau Mercian (nome francesizzante) Nagano Blanc Hokushin Chardonnay 2009. Seguendo il filo della rete scopro che si fa vino in Giappone, da tempo; che se ne fa poco; che se ne beve poco; che, se vogliono, lo fanno buono. Il clima aiuta: nell'isola centrale, dove c'è la prefettura da Nagano il clima è temperato. Con quattro stagioni. L'uva si può coltivare. E il vino viene. Anche senza importare terra altrui… 

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