Mi piace lavorare e non ho voglia di andare in pensione. Però detesto l’idea di essere trattato peggio di chi mi ha preceduto. Io andrò in pensione verso i settanta anni e con una cifra pari a poco più della metà del mio stipendio (“stipendietto” come mi disse una volta l’allora presidente della Pro Loco di Omegna). Un futuro difficile. E questa nota amara si acutizza pensando, a ritroso, alle quote cento, alle pensioni retributive, ai pensionamenti anticipati e, colmo dei colmi, alle baby pensioni! Certo è il passato (e i “diritti” acquisiti non si toccano… chissà poi perché?), ma ampie sacche di privilegio permangono anche oggi, purtroppo. Dispiace mandare a quel paese gli anziani che incontri e i meno anziani già in pensione. Dispiace ma la rabbia sottesa è tanta!
Lotta fra Generazioni
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