Ho letto con molta calma (un sbirciata la sera, poi giorni di assenza, infine immersione finale) il libro di Michele Marziani (l’ultimo che ha scritto) “La cena dei coscritti”. Bello. Seguo Michele da anni, dopo averlo perso di vista per un bel po’: prima giornalista ed ora scrittore. Uno scrittore molto legato alla nostra terra: se il suo penultimo romanzo aveva il Lago d’Orta come sfondo; questo ha la Valsesia, dove l’Autore vive da alcuni anni, a Campertogno per l’esattezza.
Come è il romanzo e di che parla? Di che parla lo rimando ad una vostra lettura; com’è invece ve lo posso dire. Almeno, quella che è la mia opinione. E’ una favola gotica: ha infatti un andamento fiabesco ma ben presto scivola verso il nostro horror quotidiano: la fine delle illusioni, il contrasto fra idealità e realtà, l’eterno potere del denaro, i desideri che non invecchiano, la vecchiaia, il passato che non torna, la forza dell’eros e dei sentimenti, la cucina tradizionale travestita dalla modernità, il Kitsch prodotto dal turismo… Non ha lieto fine ma non finisce poi così male. Il narratore è esterno, ma i personaggi che “parlano” sono due e non si conoscono. Né si incontreranno mai di persona.
Vi ho incuriosito? Bene, leggetelo.