Sono anni che la birra è una scusa: una scusa per dare nuovo volto a discoteche, a ristoranti, a sale da concerto… e per una ragione a me misteriosa sembra funzionare. Alla gente piace l’idea di andare in un simil pub o in una moderna birreria a bere birra, ma soprattutto a mangiare, ballare o socializzare. E che la birra poi sia più o meno buona poco importa. Magari la gente beve altro, all’ombra di macchinari ed iconografia birraiola.
Così ragionavo, venerdì scorso a Verona, seduto sulle belle seggioline del Birrificio Artigianale Birra Malol. Mentre guardavo i giovani che si accalcavano su sedie e sgabelli, intenti a parlare e a bere qualche birra, ma più ancora a sorseggiare i “pestati” e a tracannare i bicchierini… Musica forte, dj in sala a mixare, gente che si muoveva e ritmo ed altri che azzardavano una danza… Dietro ad un vetro del moderno locale, si vedevano le attrezzature per la birra. Ma di birra se ne consumava poca. La versione chiara, lager, era discreta. Ma nulla di più delle leggere birre industriali: “watery”. Proverò le altre.
Bello però il locale e bella la gente. La birra era una scusa. La gente era lì per altro.