Vedo poco l’Innominabile: è sempre in giro a vendere vino, a piazzare tè “che fiorisce”, a fare extra per catering, a recuperar denaro… Ogni tanto gli telefono e cerco di bloccarlo: non sempre ci riesco. La settimana scorsa, l’ho intercettato in un bar e vi ho passato con lui un paio d’ore cercando di ragionare, far progetti, parlare di vini… Noi solari, dentro, mentre fuori imperversavano la brutta stagione e l’ansia collettiva.
Abbiamo bevuto assai, per essere pomeriggio, e, in onore al mese, solo novello. Ne abbiamo assaggiati due, a più riprese, le cui note di degustazione ho preso su dei tovaglioli da bar (sponsorizzati dal Caffè Costadoro, che ringrazio). E sono: il Solstizio Vino Novello Torrevento (torrevento.it), 12,5°, Murgia igt, cento per cento macerazione carbonica, mix di due uve: Montepulciano (60%), Uva di Troia (40%). Un vino dolce nei profumi (frutta rossa, un po’ di spezie…); in bocca morbido, corposo e quasi fluido (direi una sensazione data dalla bassa freschezza). Buono. Diversamente buono il Novello delle Venezie igt Bosco del Merlo (boscodelmerlo.it), 90% Merlot, 10% Cabernet franc (12°). Un vino forse un po’ chiuso al naso, con profumi di spezie, pepe, piccoli frutti rossi. Lo assaggi e lo trovi gradevole, perché fresco, asciutto, leggerissima nota di amaro sul finale. Piacevole. Forse poco novello, mi viene da dire.
Ho rivisto con piacere l’Innominabile, che adesso mi sfuggirà per settimane, e ho bevuto volentieri con lui del novello: un vino che si presenta facile al palato, ma non per questo è da disprezzare. Anzi… anzi per noi è stata un’ottima colonna sonora per una paio d’ore di chiacchiere e di progetti. Faremo.