Il vino fa bene
Sono raffreddato, stanco ed anche un po’ deluso da come vanno le cose, ultimamente. Sveglia presto e poi via nel freddo a gestire mercatini di Natale, richieste, lamentele, brutte facce… un po’ di nervoso si accumula su un substrato d’ insoddisfazione esistenziale. E poi, dopo cinque ore di camminare, bere caffè, respirare freddo… mi fermo ad una bancarella che vende vino. Vino del Monferrato. Mi propone di assaggiare due barbera, uno barriquato ed uno da vigne vecchie: li assaggio entrambi e li trovo entrambi buoni. Meglio, per ò, il secondo… una “bomba” da oltre 15 gradi.
Ecco, dopo due bicchierini di vino, sono diverso. Mi rilasso, un poco dimentico, mi sento rinfrancato. Sto meglio. E il pensiero mi corre al medioevo, ai contratti precisi in cui alle maestranze si dava una certa quantità di vino; ai contadini di Brugel nei campi assolati, all’ombra a bere durante la mietitura; ai cuori solitari che sono cantati in “Red red wine”…
Sì, lo so: è un palliativo. I problemi rimangono e il vino non risolve: né uno, né dieci, né cento bicchieri. Però se non ci fosse, sarebbe peggio.
