Il tè misterioso, rosso

Il tè misterioso, rosso
Non avevo mai sentito parlare di tè rosso. E neppure della polemica ad esso collegata. Leggo e cito dal blog (affidabile) http://teethe.blogspot.it/ e riporto in parte per condivisione. ma una sola domanda mi si impone: ma si è proprio sicuri che la definizione “pu’er” sia meglio di “tè rosso”? Sì, ho capito che “rosso” non esisteva e non significa nulla. Ma è un po’ come per “spremitura a freddo” o “doppio malto” o, per ricordare, “pinot di pinot”… sono scorciatoie mentali, allegorie, neodefinizioni che aiutano a fotografare un prodotto nella testa di chi compra. E per me “rosso” è meglio di “pu’er”!
Leggiamo sul blog: “l’Italia è l’unico paese al mondo dove i tè fermentati pu’er sono definiti, dagli operatori del settore, come “tè rossi”. Come mai? Una decina di anni fa, Twinings uscì sul mercato italiano con un nuovo prodotto, il tè pu’er fermentato e, non sapendo come chiamarlo, lo defìnì “tè rosso”. Ovviamente era una definizione, dal punto di vista tecnico, assolutamente sbagliata, ma efficace probabilmente dal punto di vista del marketing e della comunicazione…
Fu così che in Italia (e solo in Italia) si iniziò ad utilizzare il termine “tè rosso” per indicare i tè pu’er fermentati… grazie anche alla pressione della nostra associazione, Twinigs, finalmente, è uscita sul mercato italiano con una nuova confezione di pu’er, dove, correttamente, definisce il tè pu’er fermentato per quello che è, senza utilizzare termini che possano creare confusione nel consumatore”.
Sarà, ma “pu’er” suona male. Io preferivo “tè rosso”. E poi confusione di che? Quanti sanno definire in Italia il tè “pu’er”?.

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