Il formaggio dei terremotati mi sta sugli zebedei…

Il formaggio dei terremotati mi sta sugli zebedei…

Zebedei”, sì proprio “zebedei”… solo per sfumare un poco l’espressione triviale significante fastidio, nervoso, leggera arrabbiatura, prodromo di rabbia vera e propria… sì, la storia del formaggio dei caseifici colpiti dal terremoto mi ha proprio rotto. Ora vi spiego…

Qualche giorno dopo il terremoto di maggio, come tutti, ho visto sulla bacheca di Facebook gli inviti a comprare il formaggio, anche quello caduto in terra e danneggiato, dei caseifici colpiti dal terremoto. Grana o Parmigiano che fosse, l’idea mi piacque molto. Ma non ne feci nulla, anche perché cosa avrei potuto comprare: due chili, cinque, dieci?!

Ad inizio giugno, l’UNPLI del Piemonte, cioè l’Unione delle Pro Loco del Piemonte, ha comunicato alla nostra Pro Loco (di cui sono presidente) che aveva aderito ad un’iniziativa Coldiretti UNPLI Emilia Romagna. Aveva prelazionato un tot di forme di grana da un caeificio colpito dal sisma e ora chiedeva alle pro loco piemontesi di comprarne un po’ per una. Il successo fu insperato: chi cento, chi trenta, chi una forma… insomma, dopo pochi giorni chiusero le prevendite perché ben oltre le aspettative. Il presidente nazionale, un abbronzato laziale, ad Agliè gongolava della nostra capacità di fare beneficenza vera, concreta, dal basso…

Io ne prelazionai due forme e poi misi una cartello fuori dall’ufficio e cominciai a prendere le prenotazioni dei cittadini omegnesi. Ben presto chiusi anch’io, perché ben oltre le aspettative. E cominciai a chiedere sia notizie sui tempi sia sulla possibilità di averne di più…

Qualche mail e il tempo passava e la gente chiedeva. Il dubbio mi è arrivato all’ennesima mail dell’UNPLI in cui si diceva che i tempi si allungavano, poi che presto saremmo stati contattai dal caseificio… ecc ecc Mi sono così mosso in vari canali per cercare questo, desiderato, formaggio… Chiedi là e chiedi lì, mi accorgo che ne hanno già venduto ovunque e che anche la Coldiretti fa fatica ad averne. Contatto direttamente alcuni caseifici dell’area, segnalati sulla rete. Ottengo silenzi ed un paio di risposte: uno, garbato, mi dice che l’ha finito ed un altro, maldestramente, mi dice che, a giorni, ne avrebbe avuto ancora, ma non quello colpito dal terremoto. Ma guai a me, se lo volevo a breve: avrei dovuto aspettare come gli altri, mettermi in fila… qualche settimana.

Intanto l’UNPLI mi comunica, ieri, che il caseificio con cui si era rapportato (non so se l’UNPLI Piemonte o quello dell’Emilia Romagna o la Coldiretti emiliana…) non ne ha più e se vogliamo ce ne procura dell’altro ad un altro prezzo e da un’altra sede.. boh! E la prelazione? E la solidarieta “concreta” delle pro loco piemontesi? E la gente che mi chiede?

Ora non so cosa fare: aspettare di essere contattato, mettermi in fila, cercare ancora, dire ai miei concittadini: “guarda abbiamo scherzato!”… Leggo che Mc userà questo formaggio, come “solidarietà concreta”, per fare i suoi panini. Altro che pro loco, altro che solidarietà dal basso

Credo di essere, di essere stati noi tutti convinti da un “ballon d’essai” promozionale, voluto forse mal condotto certo (perlomeno dai rispettivi consorzi che sono stati presi “in contropiede”) e il formaggio noi, noi volonterosi e formichine della beneficenza non lo avremo mai. Lo avranno la Coop, lo avrà la Mc… lo avranno altri che si faranno una bella pubblicità…

Intanto io mi guarderò bene dal comprare e consumare grana o parmigiano, piuttosto la mozzarella di bufala campana dop. In fondo la Campania è sempre bisognosa di aiuto. Anche senza terremoto… Sic!

 

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2 thoughts on “Il formaggio dei terremotati mi sta sugli zebedei…

  1. > Buongiorno a tutti,
    > la presente per comunicare che si è venuti a conoscenza di un leggero
    > aumento dei prezzi proposti dal caseificio che vi contatterà;
    > quest’ultimo è quello a cui si è appoggiata l’UnpliEmilia.
    > Inizialmente l’iniziativa era stata avviata insieme alla Coldiretti
    > provinciale che aveva dato loro le sue indicazioni in merito ai prezzi
    > ed alle stagionature, ma successivamente è stato comunicato che non
    > sarebbe riuscita ad evadere gli ordini inviati. Quindi si sono dovuti
    > rivolgere altrove e le stagionature ed i prezzi sono stati modificati.
    > Se volete acquistare il parmigiano quello è il caseificio che fa parte
    > del Consorzio a cui l’UnpliEmilia si appoggia. L’Unpli Nazionale sta
    > avviando un altro accordo con il Consorzio del Parmigiano Reggiano ma
    > ancora non si hanno notizie delle condizioni di vendita.
    > Nel momento in cui il caseificio vi contatterà avrete comunque tempo e
    > possibilità di pensarci e dare una risposta direttamente al caseificio
    > (con possibilità di modificare o in extremis annullare l’ordine)
    > oppure potrete attendere e vedere se l’Unpli Nazionale decida ti
    > attivare questo altro accordo. Questo, quanto è stato comunicato
    > dall’UnpliEmilia, purtroppo per il momento non si sa di più..
    > Cordialmente,

  2. Dice un vecchio adagio , a pensare male si fa peccato ma molte volte ci si azzecca , l’ altra sera a cena con dei cari amici si discuteva proprio di questa bella iniziativa proterremotati dell’Emilia e cioe’ se tutto il Grana Padano in circolazione ora , sia o no diventato quello che per forza di cose era stato messo in vendita a prezzo scontato per poter fare fronte ai gravi danni subiti nelle zone terremotate .
    Conoscendo i sistemi all’italiana probabilmente qualcuno gia’ ci avra’ provato e questa la dice lunga circa il nostro modo diffuso di pensare che il piu’ furbo e’ sempre quello che se la passa meglio. Concludendo quindi caro Riccardo dico , non ti preoccupare , sono certo che nessuno ha messo in dubbio la tua buona fede .

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