Il Cappone di Morozzo

Mentre alcuni miei amici (invidia!) stasera andranno alla Fiera del Cappone di Morozzo, io rifletterò ancora su quella parte de “I Promessi Sposi” in cui Renzo ne stava portando due all’Azzeccagarbugli. E le due vittime predestinate si beccavano fra di loro. Bella immagine per l’umanità che, pur vivendo su un pianeta solo, litiga e lo distrugge… andando comunque insieme verso un unico, condiviso, tragico destino! Due capponi a testa in giù, quasi uno stemma araldico per l’umanità!
Tristezza. Che dire d’altro? Difendiamoci con la razionalità e con la gastronomia. I capponi, per la pratica a cui sono sottoposti, sono animali tranquilli. Credo che non litigherebbero fra loro, neanche a testa in giù. E quelli di Morozzo? Leggo su “Parchi da Gustare”, pubblicazione della Regione Piemonte per l’Expo’ di quest’anno che “A Morozzo tradizionalmente i capponi si fanno con la nostrana di Morozzo che deriva dalla razza bionda e, quando sono pronti, hanno una lunga coda nera con riflessi metallici e penne lucide rosso mattone orlate di blu o di verde… durante le fiere e le mostre, nelle gabbiette e nelle ceste… sono placidamente affiancati in coppie…”.
E la gastronomia? “La carne del cappone è morbida, tenera e delicata: i puristi la gustano semplicemente lessa o bagnata nel sale (o al limite accompagnata dal “bagnet” verde) ma può essere ingrediente di piatti raffinati, come il pasticcio o il cappone ripieno”. Se volete cimentarvi con il cappone, ecco qui il sito della Fiera con indirizzi utili, dove comprare e come cucinare.
Il cappone è meglio in cucina. Ah, la Fiera…!

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