I Mozziconi Parlano

Ieri ho chiamato il mio amico Luigi e siamo andati a prendere un aperitivo ad Omegna. I nostri soliti bar, quelle che sono un po’ le moderne osterie, erano tutti chiusi. Così abbiamo ripiegato su un bel bar borghese, uno di quelli che si affacciano sulla piazza Salera, sul lago.

Lì ho trovato un mio ex allievo che faceva servizio: maglietta corta, muscoli bene in evidenza e tatuaggi. Tutto a posto, almeno dal punto di vista della presentazione personale. Sul servizio, invece, temo che non gli abbiamo insegnato abbastanza. Sui tavoli c’erano portacenere pieni di mozziconi che nessuno si preoccupava di svuotare. Il servizio mi è sembrato anche piuttosto lento, ma può darsi che ci abbia fatto caso proprio perché avevo già notato i mozziconi. Quando cominci a guardare una cosa che non va, poi diventi pignolo anche sul resto. I ragazzi stavano sulla porta, un po’ in posa. Più che camerieri, sembravano aspiranti modelli. Noi, seduti, aspettavamo. Io, almeno, contemplavo sconsolato il portacenere.

Nei bar dove andiamo di solito, quelli popolari, i portacenere li svuotano. Magari non hanno la stessa vista e non curano altrettanto l’esposizione dei bicipiti, ma quel piccolo gesto lo fanno. Qui lo spritz costa qualcosa come sette euro, un bicchiere di vino bianco cinque. Non è tanto una questione di prezzo: è che, insieme al panorama, alla bella piazza e ai muscoli del cameriere, mi piacerebbe avere anche un tavolo pulito.

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