Fra Lancers e Mateus, i fighetti del bar in piazza non sapevano mai cosa scegliere per apparire alla moda, di tendenza come si dice oggi… E tu li guardavi un po’ invidioso. Questi vini portoghesi, poco alcolici, poco profumati, facili, li hai poi incontrati ogni tanto sul tuo cammino. Sempre guardati con attenzione, più per fama che per effettiva qualità. Alto valore immateriale, direbbe un esperto di marketing. Rendendoti conto che si tratta di un prodotto globale, internazionale. Una “cocacola” planetaria. Non deve allora stupire la scoperta che il Lancers (versioni rosé, bianco e spumantizzato) viene prodotto con uve coltivate in Angola, vinificate colà e poi portate in Portogallo. E lì imbottigliate e spedite nel mondo. In Portogallo si produce vino di più alta qualità, legandolo al territorio. Il Lancers è, invece, un prodotto senza identità territoriale. Semmai di tipologia (vino fresco, leggero di alcool, facile da bere). Si può produrre ovunque. Oggi in Africa (grazie ai legami fra l’ex colonia e Portogallo), domani sulla Luna.
I lanceri d’Africa
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