Ius Primae Noctis

Seguo con attenzione il dibattito sulla rete riguardo la classificazione dei ristoranti. Le guide, infatti, non terrebbero affatto conto di fattori etici come lo sfruttamento lavorativo, le condizioni di lavoro, il rispetto delle minoranze. Il dibattito è stato scatenato dalla condanna del titolare dell’Enoteca Pinchiorri, tre stelle, accusato di molestie da una ex dipendente: 4 mesi di condanna, leggo. Nessuna penalità sulle guide. Perché le guide non tengono affatto conto di ciò? Giusto o sbagliato? Neppure tengono conto delle paghe, dell’eccessivo numero di stagisti, delle condizioni di lavoro… Giusto o sbagliato? Io penso sia sbagliato. Io, ma non tutti. Credo che ciò sia legato alla nostalgia aristocratica che permea il continente europeo: io posso e gli altri no (o si fottano, se volete). Io posso andare a cena là e che si “fottano” gli altri. Così, nonostante la borghesia coi suoi valori domini un po’ ovunque (anche nella classifica degli chef a cui nessuno chiede le origini o il censo), permane un po’ di odioso (per me) medioevo per gli altri.  I ristoranti così spesso non sono espressione di un mondo borghese e democratico ma espressione di un feudalesimo in cui camerieri, cuochi e lavapiatti sono spesso i servi della gleba. “Ius primae noctis” compreso…

Così, nonostante la borghesia coi suoi valori domini un po’ ovunque (anche nella classifica degli chef a cui nessuno chiede le origini o il censo), permane un po’ di odioso (per me) medioevo per gli altri.  I ristoranti così spesso non sono espressione di un mondo borghese e democratico ma espressione di un feudalesimo in cui camerieri, cuochi e lavapiatti sono spesso i servi della gleba. “Ius primae noctis” compreso...
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Riccardo Milan

Riccardo Milan Professore, giornalista e blogger Professore della scuola alberghiera “Erminio Maggia” di Stresa; giornalista pubblicista (iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Piemonte tessera n° 59377 del 6 - 6 - 1991), blogger con il blog Allappante.it, dall'ottobre 2017 linkato da La Voce di Novara on line; direttore della rivista "Paese Mio" edita dal Comitato Unpli del Piemonte; collaboratore di "Arcobaleno d'Italia"; ha scritto anche due libri di cucina, nonché altri di storia locale; si è occupato per anni di cultura materiale: vino, gastronomia, cucina per lo più tipica, storia di...; docente a tempo in alcuni centri di formazione professionale, anche nel carcere di Verbania; consulente per la realizzazione e gestione di carte dei vini, corsi e didattica sui vini e sui prodotti tipici. Ha collaborato ad inizio Duemila con la Fic (Federazione Italiana Cuochi), in segreteria e nella redazione della rivista "Il Cuoco". Allievo di Luca Maroni. Già membro dell'Aies, dell'Adam (diplomato Idrosommelier) e dell'Aims. Organizzatore e collaboratore di banchi di assaggio vini, Sanvino, Lago d'Orta Wine Festival., Chebolle e Sapeg. Da inizio 2022 Fiduciario della Condotta Verbanese di Slow Food. Socio ed ex presidente dell'Associazione Turistica Pro Loco di Omegna; membro da più mandati della Giunta Provinciale Unpli Vco e del Consiglio regionale Unpli, della Giunta del Piemonte da due mandati; e dal 2016 al 2020 nel Consiglio nazionale Unpli. E' stato donatore AVIS ed ora collabora con la onlus Maresca di Santhià. Vive da sempre sul Lago d’Orta, fra Omegna e Bolzano Novarese.

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