Ius Primae Noctis

Seguo con attenzione il dibattito sulla rete riguardo la classificazione dei ristoranti. Le guide, infatti, non terrebbero affatto conto di fattori etici come lo sfruttamento lavorativo, le condizioni di lavoro, il rispetto delle minoranze. Il dibattito è stato scatenato dalla condanna del titolare dell’Enoteca Pinchiorri, tre stelle, accusato di molestie da una ex dipendente: 4 mesi di condanna, leggo. Nessuna penalità sulle guide. Perché le guide non tengono affatto conto di ciò? Giusto o sbagliato? Neppure tengono conto delle paghe, dell’eccessivo numero di stagisti, delle condizioni di lavoro… Giusto o sbagliato? Io penso sia sbagliato. Io, ma non tutti. Credo che ciò sia legato alla nostalgia aristocratica che permea il continente europeo: io posso e gli altri no (o si fottano, se volete). Io posso andare a cena là e che si “fottano” gli altri. Così, nonostante la borghesia coi suoi valori domini un po’ ovunque (anche nella classifica degli chef a cui nessuno chiede le origini o il censo), permane un po’ di odioso (per me) medioevo per gli altri.  I ristoranti così spesso non sono espressione di un mondo borghese e democratico ma espressione di un feudalesimo in cui camerieri, cuochi e lavapiatti sono spesso i servi della gleba. “Ius primae noctis” compreso…

Così, nonostante la borghesia coi suoi valori domini un po’ ovunque (anche nella classifica degli chef a cui nessuno chiede le origini o il censo), permane un po’ di odioso (per me) medioevo per gli altri.  I ristoranti così spesso non sono espressione di un mondo borghese e democratico ma espressione di un feudalesimo in cui camerieri, cuochi e lavapiatti sono spesso i servi della gleba. “Ius primae noctis” compreso...
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