Una Storia Pazzesca…

Una recensione finta o forse vera; l’indignazione popolare; un’eroina che poi diventa “assassina”; il giornalismo fai da te; il giornalismo vero che è minacciato; le notizie che vorresti leggere e la pubblicità occulta; un morto… con questi elementi ci potresti costruire un romanzo. Ma io mi limito a due considerazioni:

  1. il giornalismo ha delle regole: dire il vero, separare la pubblicità dalla notizia; fonti certe; rispetto dei minori, niente istigazione all’odio… etc etc Se la protagonista ha, come disse, tenuto nel computer la recensione e l’ha poi pubblicata unitamente alla sua risposta, dopo mesi; se lo ha fatto ha sbagliato: nel suo giornalismo fai da te non ha specificato nulla: né dove, né quando, né chi… etc etc;
  2. se invece ha costruito il tutto per soldi, pubblicità, gloria personale o semplice mitomania; se lo ha fatto ha fatto il contrario di ciò che un buon giornalista deve fare. Con tutte le conseguenze del caso. Se, ripeto, se: ci sono delle indagini in corso.

Ok, voi direte: non era giornalista. Ecco, appunto: certi mestieri lasciamoli fare a chi li sa fare. Se vedete qualcosa di strano, fatelo sapere ad un giornalista. Saprà lui come fare. 

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