“E vai con il caffè!” Chissà come ero imbarazzato mentre scrivevo questi appunti… il fatto è che a me il sapore di caffé nel vino, non piace. Non mi piacciono i vini invecchiati che assumono quelle sfumature di profumo-gusto (il profumo, va là, può anche intrigarmi, ma il gusto…) che vanno dal tostato alla liquirizia, dal catrame vegetale al caffè o cacao amaro… a me quei vini non piacciono. Sono un sincero maroniano: mi piacciono i “vini frutto”. Il bello era che i miei ospiti ci hanno offerto una serie di “vinoni” con queste marcate caratteristiche, credendo di fare a tutti un dono gradito. Erano vini cari, rari ed originali: agli altri commensali sono infatti piaciuti. Mi trovavo con dei giornalisti a Bologna, ristorante Franco Rossi (ottimo, provatelo!), ospite dell’Enoteca Regionale di Dozza (Emilia Romagna) nella persona di Gian Alfonso Roda, presidente. Abbiamo bevuto molto quella sera, ma verso la fine della serata ecco la miniserie di “vinoni” locali: il Merlot Cinti Sasso Macco del 2005, 13,5°, un vino dal profumo di caffè, amarena (ma lontana). In bocca è amarognolo, asciutto, gusto frutta rossa e tostatura. Il gusto nel complesso è comunque piacevole, buono. Poi è arrivato il Merlot Rocca di Bonzaro 2005, 13°. Un vino, leggo nelle mie note, con meno tostatura del primo: si sente la frutta rossa piena, l’amarena e sotto le note amare della tostatura. In bocca è però allappante, amaro, fresco… poco frutto. Terzo il Cabernet Sauvignon 2004 Il Grifone Podere Riostro. Sempre note di caffè, sempre frutta rossa in secondo piano, macerata. In bocca è allappante, asciugante e fresco. Poco gusto, molta struttura. Il Cabernet Sauvignon Isola del 2006, 14°, un vino che sa di alcool, di tostatura e di amarene, ma questi profumi di frutta rossa si sentono un po’ dopo; in bocca è asciutto ed amarognolo, troppo amarognolo. Comunque fresco. Il Cabernet Sauvignon Diggioanni del 2005, 14°, mi ha regalato sensazioni di frutta (al primo impatto), poi caffè, una lieve nota acetica sul finale. In bocca è amaro, fresco, lungo… sento la frutta, l’amarena e il caffè! Basta caffè: mi rende nervoso!
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caro allappante,
non entro nel merito della tua dotta dissertazione…
Però anch’io ieri sera da Luca (che hai conosciuto da me, proprietario di un ristorante a Lesa) ho bevuto degli ottimi vini, soprattutto quello rosso, con i formaggi. Ricordo solo il nome “Urban”.
Ho inviato a Luca, a Roberto (mio fratello) e a Enrico l’indirizzo del tuo colto e interessante blog.
Se vuoi, ma è di tutt’altra pasta, ti lascio l’indirizzo del mio:
http://ingeborg.blog.tiscali.it
ciao! Flavia
sempre io… Flavia
ti ho linkato sul mio blog.