Due Volte Coglions

Uno dei grandi misteri dell’umanità locale, per me, resta questo: la presenza silenziosa di chi abbandona rifiuti per strada. Sacchetti interi, spesso pieni soprattutto di plastica, lasciati con noncuranza ai bordi delle strade, nei fossi, vicino ai campi. Non parliamo di un pezzo di carta caduto per caso, ma di rifiuti portati lì apposta e abbandonati come se nulla fosse.

A volte penso che chi li lascia speri che qualcun altro li raccolga. In effetti, devo dire, qualcuno lo fa davvero: un operatore pubblico o qualche volontario, qualche cittadino di buona volontà. Ma la domanda rimane sempre la stessa: perché li abbandonano? Non pagano fors’anche i signori in questione il servizio raccolta rifiuti?

E poi non ha alcun senso. È il luogo dove vivi anche tu. È lo stesso ambiente che respiri, lo stesso paesaggio che attraversi ogni giorno. Eppure c’è chi continua a farlo. Pochi, probabilmente. Ma abbastanza da sporcare molto.

Mi immagino che magari il loro appartamento sia tirato a lucido, il giardino perfetto, l’erba tagliata bene. Dentro casa ordine assoluto. Fuori, invece, il mondo può anche essere trattato come una discarica. È questa la cosa che non riesco a capire: come si possa separare così nettamente il proprio piccolo spazio privato dal resto dell’ambiente.

Sarà anche una minoranza, ma è una minoranza molto attiva. E ogni volta che vedo uno di quei sacchetti penso che, se proprio dobbiamo riempire le carceri, forse sarebbe più utile mandarci chi va in giro ad abbandonare rifiuti piuttosto che altri reati che fanno molto meno danno al luogo in cui viviamo. Gli darei due anni secchi, senza discussioni.

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