In questi giorni sono stato due volte a Milano. In centro, ovviamente. È una città che mi è sembrata incredibilmente pulita, soprattutto se penso alla massa di persone che si muove continuamente per le sue strade. Il contrasto con i paesi della provincia in cui vivo è forte. I piccoli centri attorno a noi si stanno infatti lentamente spopolando. Un tempo erano paesi agricoli; poi, per qualche decennio, sono diventati anche industriali. Oggi però molte fabbriche hanno chiuso o ridotto l’attività, e con il lavoro che diminuisce se ne vanno anche le persone. Tiene il turismo, ma è roba per pochi.
Restano soprattutto gli anziani. Qualche lavoratore straniero che svolge quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. E i giovani spariscono.
In fondo capisco anche perché: una città come Milano (Londra, Berlino, Madrid…) è molto più attrattiva. È più ricca di stimoli, di sensazioni, di possibilità. E probabilmente anche di opportunità di lavoro.
Mi chiedo quale sarà il futuro di questi piccoli borghi in cui vivo anch’io. A volte sembrano quasi deserti abitati da qualche rara luce accesa.
Di notte le strade sono vuote e silenziose. Le case ogni tanto sono visitate dai ladri: non ci sono fortezze da espugnare, ma semplicemente vecchie case costruite tra gli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta, pensate per famiglie che si immaginava sarebbero rimaste lì per sempre, numerose e rumorose di giovani e di bambini.