Il Primo Giorno dell’Anno

Cosa significano le prime due persone, i primi due esseri viventi che incontri il primo giorno dell’anno? Non so, credo nulla. Ma così, per scimmiottare secoli di scaramanzia e di divinazioni, provo a formulare un’ipotesi. In primo luogo escludo le persone con cui ho fatto festa. Ma partirei da quelli che ho visto la mattina del primo. Sono sceso in cantina e ho visto il mio gatto, Cesare, il quale miagolava come se fosse stato chiuso senza cibo un mese (bugiardo!): dunque pigrizia ed opportunismo (e gola pure). Incominciamo bene. sarò pigro, opportunista e mangiatore a sbafo… Sappiatelo! Poi ho visto un vicino di casa che mi ha “tirato un bottone” per dirmi ciò che non è. Dunque sarò bugiardo con me stesso e con gli altri (ma se ne accorgeranno!). Urca, che prospettiva! 

Poi però mi ha telefonato Roberto, che mi ha invitato a pranzo: lui aveva delle ostriche francesi ed io mi son ricordato di una bottiglia di cremant d’alsace che mi ha regalato la mia collega Desy (che ringrazio). Poi sapevo che non finiva lì: il figlio è cuoco e mi son tirato dietro una bottiglia di lacrima di morro d’alba che mi ha regalato la Francy, amica e collega. Ed ho fatto bene, perché fra formaggini di capra francesi (portati io), moscardini in umido e salami “terronici”, la padrona di casa è lucana, ed altre cosucce… si è fatto festa, condividendo esperienze, speranze e viaggi. Oggi, diceva il poeta, “lieti siamo”… del “doman non v’è certezza”. E nessuna divinazione potrà darcene. 

Un abbraccio a tutti.

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