Degustazione “alla ceca”

Apri un cassetto. Ed, oplà, riappare un faldone che parla di vini, risalente ad un anno fa. La degustazione dei ghemme docg organizzata il 6 maggio 2005 presso il ristorante da Paniga, Borgomanero (No). Organizzazione di Paolo Ferraro di www.collinenovaresi.it.

Una degustazione “alla ceca”, dedicata però a degli italianissimi vini a base nebbiolo. I ghemme docg, appunto, annata 2000.

Mi ricordo la serata perché erano presenti i più determinati degustatori della zona: ais, onav, aims, autodidatti… tutti a spiarsi sottecchi per vedere l’errore altrui. Invidie, mancanza di senso della misura, scarsa ironia… sono infatti difetti che nell’ambiente non mancano. Purtroppo.

Direttore d’orchestra, Gabriele Bava, enotecaro in quel di Cannobio. Poco prima della Svizzera.

Rileggo le mie note sui vini: Ronco Maso di Platinetti: “mi piace. Ha profumi fini, un po’ nascosti dall’alcool. Leggermente acido – amaro. Tradizionale. Bava dice di sentirci fieno ed erba secca”; F.lli Ioppa: “bel colore, limpido, con una dolcezza che smussa l’acidità. Legno? Bava dice che è superiore al primo”; Mazzoni: torbido, brutto d’aspetto. Profumi vaghi, con note lattose. Scomposto. Per Bava ha avuto dei problemi. Sono d’accordo”; Dessilani: per Bava il più concentrato. Ha infatti colore scuro, profumo di barrique, buona acidità a bilanciare la dolcezza legnosa”; Torraccia del Piantavigna: “si sente quel profumo, mentolato, delle barrique americane. Limpido. Piacevole. In bocca è armonico senza rinunciare all’acidità. Bava lo reputa tradizionale”; Mirù: “forse un po’ più vecchio del dichiarato, per Bava. Si presenta con colori non brillanti, un po’ velato. Al naso ha note lattose. In bocca è morbido, scivola veloce”; Zanetta: “all’inizio mi sembrava ottimo, poi è peggiorato nel bicchiere. Soprattutto al palato risulta essere troppo acido e amaro”; Bianchi. È quello che mi è piaciuto di più: “scuro e limpido. Profumi fini e in bocca morbido e solo leggermente amaro alla fine”; Cantalupo: “per Bava uno dei migliori. Limpido e bello da vedersi. Una lieve puzzetta di ridotto. Presto sparita. Per me, troppo amaro in bocca”.

Bella serata, rovinata solo dalle gelosie dei degustatori (e mancavano le corazzate di Novara!). Il cui ricordo però mi fa piacere, per la qualità dei vini ma soprattutto per il macroscopico errore di una degustazione “alla ceca” fatta con italianissimi vini.

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