Ogni anno si va alla Bit, Borsa Italiana del Turismo, perché era una Fiera ricca e piena di avvenimenti e presentazioni anche gastronomiche, vinose… Negli anni ho assaggiato di tutto: dal vino all’acqua, dall’olio alla birra, dalle grappe agli infusi…. Quest’anno, però, poca roba: due padiglioni in cui si aggirava una piccola folla di appassionati viaggiatori alla ricerca di gadget. Che non c’erano: poche borse, qualche spillina, poche degustazioni: del vino della provincia di Matera, un limoncello del Lago Maggiore, dello sgombro calabrese, acqua di Bognanco… E poi qualche ricettario, un cd sui vini, qualche guida gastronomica. Poca roba.
Sei già nervoso per una Fiera che tanto prometteva e poco ha dato, che non sopporti più lo sporco diffuso, la follia di padiglioni che ti obbligano ad uscire all’aria aperta per poi entrare in un altro (ma, lui, il mega architetto, alle fiere lui ci va?): così devi coprirti per poi girare accaldato… e non sopporti neppure più il biglietto di ingresso (15 euro) e il furto di 11 euro per parcheggiare l’auto poche ore. No, così non vale la pena.