Cucinare coi fiori

I più maligni dicono che per mangiare si inventerebbe qualsiasi cosa. Forse è così, ma certo che questa idea l'ha avuta bella: organizzare una rassegna gastronomica dedicata ai fiori. Sì, Jacopo ha regalato alla città di Stresa una bella idea che potrebbe diventare caratterizzante, tradizionale, ripetuta… arrivando a modificare nel profondo la proposta gastronomica nella “perla del Lago Maggiore” (è la definizione e non ironia). La prima edizione di Fior di Gusto, organizzata con tradizionale velocità italica, ha visto la partecipazione di dodici ristoranti stresiani (pochi? tanti? io direi abbastanza), assai diversi fra loro: ristoranti puri come Il Clandestino o il Piemontese, ristoranti pizzeria come il Mamma Mia o il Lago Maggiore, ristoranti bar come L'Idrovolante o il Loco Beach… Tutti hanno lavorato al loro meglio, interpretando i fiori o come pura presentazione estetica (elegante e raffinata) come ho visto Da Cesare o come ingrediente del piatto come ho visto fare al Vecchio Tram o come una via di mezzo fra ingrediente e decorazione come hanno fatto in molti. Jacopo mi ha messo in giuria (perché mi piace la buona cucina, lo confesso) e a me sono toccati in sorte quattro serate: tutte diversamente belle, in cui i fiori, freschi o disidratati, facevano la loro parte. Serate istruttive sulla passione che molti ristorantori mettono nel loro lavoro; sulle preferenze gastronomiche degli stranieri (la massa: spaghetti al pomodoro, alla bolognese, arrosto con patate, ravioli, cannelloni, tiramisù); su come un'idea possa rivitalizzare un po' un settore impigrito dall'abbondanza (magari non dalla ricchezza) di turisti; su come il vino, paradossale, sia ancora un illustre sconosciuto per alcuni ristoratori.Non so chi vincerà il premio della Rassegna, ma certo ho sentito che molti la vorrebbero riproporre. Allora, un consiglio ai ristoratori: curate meglio l'abbinamento con il vino; ed uno ai golosi come me: aprite gli occhi e tendete le orecchie:vale la pena di provare qualche serata della Rassegna, la prossima volta…
Chissà cosa s'inventerà la prossima volta Jac!

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