Cinquanta euro buttati via
Mah sì, proprio cinquanta euro buttati via quelli che abbiamo (eravamo in circa quattrocento persone) speso per la Cena di Gala di sabato scorso. Un’interessante sommatoria di errori, classici, che la ristorazione può fare per farsi del male.
Premessa: eravamoa Loano, al Loano 2 Village, per l’assemblea annuale dell’UNPLI. Avevamo goduto fino ad allora di una professionale e congressuale ospitalità, fatta di colazioni a buffet, belle camere, villaggio molto bello, sole, belle giornate e pranzi e cene a buffet (molto gradite). Unico difetto riscontrabile, fino ad allora, il vino bianco che, messo a tavola prima, si beveva caldo; e poi le bottiglie già aperte che ci hanno fatto pensare ad un inevitabile rabbocco.
Ma sabato, alla Cena di Gala, si è visto di tutto ed il cibo, magari anche buono, è rimasto sullo stomaco a molti. Le sale erano infatti gremite, ma i camerieri pochi, troppo pochi per il numero di ospiti e ancor meno per una serata di gala, e il maitre era invisibile e i cuochi erano certo lenti… Fra una portata e l’altra è passata infatti una buona mezzora: questo certo per la cucina impreparata ma anche per i camerieri imbelli. Nella mia zona si vedevano solo due ragazzette spaurite (studentesse o degli extra?): una con scarpe da ginnastica sotto la divisa ed un’altra con una giacca più larga di lei. Erano due incompetenti: servivano da destra da sinistra da sopra dall’altra parte del tavolo… a volte prima le donne ma non era una regola… si dimenticavamo degli ospiti e passavano agli altri tavoli… venivano riprese da alcuni camerieri professionisti che si limitavano a sgridarle e ad indirizzarle ad altri tavoli, mandandole in confusione… erano impreparate e scocciate: le lamentele arrivavano solo a loro, mentre i camerieri sembravano sparire per lunghi minuti. Imboscati nella plonge. Del maitre, ovvio, nenche l’ombra. Di sorrisi, poi, nulla.
La gente, oltre ad inveire contro le due disgraziate, si alzava, stufa della lunga seduta, e questo mandava ulteriorente in tilt il servizio. Un disastro che si è concluso verso le 11,30, dopo tre ore e quattro portate. Ah, a proposito: e il cibo?
Mah, tutto relativo: se fosse stata una cena di gala ben gestita sarebbe stato buono e pagato il giusto; essendo stata, invece, mal gestita alla gente non è piaciuto nulla: né il Brandacujun di baccalà alla ligure, da una mia vicina definita: “una purea che puzzava di pesce”. Simpatico piatto di tradizione popolare. Né è piaciuto il Risotto carnaroli con funghi porcini di Bardineto: anche perché io avevo già finito e ad altri non era ancora arrivato. Però buono. Né è piaciuto il pur ben fatto Filettino di maialino da latte steccato con lardo profumato al basilico d’Albenga, salsa di pinoli e olive taggiasche, ratatouille e patate rotines; anche perché molta gente l’ha avanzato riempita da tempo da pane e grissini. Per me solo la ratatouille non ha convinto: poco elegante, pasticciata, sospetta di semilavorato… La abolirei. La torta, infine, da saltare…
Visto che la Cena di Gala è stata un incubo, la gente ha fatto i conti e, visto i vini sponsorizzati (non male) dalla Viticultori Ingauni, ha pensato di essere stata fregata: al massimo una decina di euro di materiale edibile per persona e il resto fra locale (bello) e personale (poco ed impreparato).
Sarà stata anche un’assemblea, ma la gente là non ci tornerà mai più… almeno a mangiare.

caro Riccardo, mi spiace dirlo ma non avete fatto i conti col fatto che eravate in Liguria, anche se comunque accade anche dalle nostre parti che spesso per racimolare qualche euro in piu’ si fanno delle bruttissime figure…