Ci sono arrivato come volevo io: a piedi, lungo vecchi sentieri. L’ho vista avvicinarsi: prima lontana ed imponente, poi col collo piegato in su a vederla. Lei mi affascina. Ha affascinato tanti. Gente come il gruppo dei Gazebo Penguins che la cantano in versi tristi e misteriosi: “Anche se sembra tutto nero, non andare via / Anche se sembra così vero / Apro gli occhi ed è tutto vero / Non si muove nessun pensiero / Anche se sembra così nero / Ti smarrirò sulla montagna / A primavera finita / È ancora attivo il tuo profilo / Un vuoto aperto sul vuoto / Mi sveglierò anche domani / Con la paura che posso fare a meno di te / Resta ancora / Resta ancora”… Mentre le giravo intorno la canzone si mescolava coi fotogrammi del film “Picnic ad Hanging Rock”. Sono sceso in paese con Luigi e il giorno dopo, al buio, sono salito sulla Pietra per aspettare l’alba. Il fascino era totale ed era facile immaginare perché sia da secoli oggetto di venerazione religiosa, Una Stonehenge naturale a cui l’uomo ha sempre attribuito un valore sacro ed irrazionale. Sarà un retaggio antico, ma quando sei sopra, solo e all’alba, cominci a pensare che ciò che vediamo non sia tutto. Forse, come disse il poeta “il varco è qui” e forse lì “andando in un’aria di vetro,/ arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo: / il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro / di me, con un terrore da ubriaco”. Anche Dante ne fu affascinato e la cita nel Purgatorio: “montasi su Bismantova e ‘n Cacume / con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;”. Ci passò nel 1306 e vi salì. Un po’ si perse anche lui. Ed oggi, anche se è assaltata da centinaia di arrampicatori, è sempre affascinante.
La Pietra di Bismantova (o Bismantova)
Visite: 678





