Ancora Toscana

Siamo ancora a Vinci. Siamo anora seduti a degustare vini. Io, Andrea, Paolo, Davide ed Eros… Dopo i vini bianchi, assaggiamo i vini rossi (o neri, come si dice nelle osterie dalle mie parti). Andrea me l’ha fatta: ha scelto di iniziare con due pinot neri. Ottimi vini, misconosciuti. Il pinot nero Le meridiane, che fa 15 mesi di legno, in quel del Trentino, è un vino che ti fa immaginare le more, un che di legno, di lattoso, di prugna. In bocca è corposo, sa di pepe, forse di frutta rossa,fresco. Una leggera nota acetica (sarà la permanena in barrique). E’ del 2005 ed ha 12,5°. Buono, diversamente buono. Poi si passa ad un pinot nero della Nuova Zelanda ("sembra uno stivale rovesciato, ad un’Italia rovesciata" commenta Andrea guardando il video). Si tratta del pinot nero 2004, 13°, di Delta Wine Hetter’s Hill, prodotto in uno dei panorami da fiaba del "Signore degli Anelli". Central Osaga, se non ricordo male. E’ un vino in stile borgognone: dolci note di legno, frutta lontana, marasca, fiori. In bocca è corposo, leggermente allappante, pieno. Buono e particolare. Fa la malolattica in barrique. Poi ci sta otto mesi. Mentre rileggo i miei appunti, penso al lambrusco Davì, dell’Oltrepo’ Mantovano, 11,5° del 2006, che ci hanno dato per staccare. Un vino beverino, piacevole che pofumava di frutta, in bocca era fresco, equilibrato. Ma scompariva dopo i due pinot neri.

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