Ci avevo fatto caso lo scorso anno, a settembre, tornando da una due giorni in Val Grande e a cena in quel di Cicogna, in un agriturismo di un “milanese pentito”: uno di quegli urbani che coscientemente mollano la folla e si rifugiano nei luoghi romiti dimenticati dalla modernità . Come Cicogna, appunto.
Avevo fatto caso a delle tende piazzate nel prato. “Campeggio agrituristico” mi avevano detto. Lì per lì mi era sembrata una cosa strana. Una bizzarria. Dormi in tenda ed usufruisci dei servizi dell’agriturismo. Mi è sembrata più una necessità che un desiderio.
Ma, giorni fa, un amico mi ha passato un foglietto di un agriturismo biellese, l’Alpe Moncerchio, che ha proposto per tutta l’estate una serie di feste a tema: griglia e birra, notte di San Lorenzo, sangria e galletto… tutte con “pernottamento gratuito con tenda e sacco a pelo”.
Allora, dopo aver letto e rigirato fra le mani quel biglietto, quelle tende nel prato sono diventate un’originale strategia di marketing e non una dura necessità.
All’Agriturismo in Tenda
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