Sopra Palinuro

M’intercetta in vacanza Paul Balke e m’invita ad andare con lui a visitare un’azienda vinicola del Cilento. C’incontriamo usando Google Map ad Agropoli e da lì, in mezzo ad una bella natura e percorrendo una strada saliscendi, curveecontrocurve… arriviamo sopra Palinuro, azienda Albamarina; sotto, lontano, brilla il mare; siamo sopra, nel comune di Centola. Qui, con un poco di pathos (“passerà l’auto in questa strada?), qualche tentennamento (“prendiamo l’altra strada”), alla fine arriviamo all’azienda romita.

Lì, il boss Mario Notaroberto, ci accoglie in pantaloncini di jeans e a petto nudo. Sembra Caronte. Lo seguiamo con un poco di sussiego: ci porta in una stanza senza sedie e ci fa assaggiare un vino lì, in piedi. Lo assaggiamo e poi ci confrontiamo. Qualche chiacchiera ed ecco che, esame passato, ci porta ad un tavolo, si mette una maglia e ci fa assaggiare tutta la sua produzione. E ci parla di lui, della sua vita in Lussemburgo, dei figli che continuano le sue attività ristorative, della sua voglia d’intraprendere nel Cilento, del sogno di una cantina all’avanguardia da costruire…

Un vino segue l’altro e notiamo con piacere che si tratta di vini fatti bene, dove freschezza e dolcezza si equilibrano bene; profumi e gusti ben espressi. Buoni il Primula fiano igt Paestum e il Valmezzana Cilento fiano dop; caldi ed espressivi i rossi Futos aglianico ogp Paestum e l’Agriddi aglianico dop Cilento. Un po’ meno aprrezzato il rosato Maricinè Rosé igt Paestum. Ma il rapporto qualità – prezzo gioca comunque a favore.

Ci lasciamo con la promessa di rivederci e così sarà: è un produttore da seguire con attenzione. Non fosse altro per i modi inconsueti.

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