Esistono termini di degustazione che mi hanno sempre incuriosito, perché ambigui, mal compresi… uno di questi è “balsamico”. Anni fa un sommelier ais mi spiegò che significava note di menta, mentolatura. Ed uno. Poi, una sommelier ais di Torino mi disse essere “il buono dei medicinali”. Inteso come profumo. E due. Durante una degustazione, poi, un signore affermò essere il termine che ricorda i profumi dell'aceto balsamico nel vino. E tre. Mesi fa, un altro sommelier, non so di che parrocchia, mi disse essere il profumo che ricorda l'eucalipto, l'eucaliptolo. E quattro.
Sia come sia, preferisco la logica dell'eucalipto. Profumo che ho sentito in alcuni vini passati in barrique americane e in un vino assaggiato l'altra sera. Si trattava di un Carema 2006, della Cantina dei Produttori, 13,5°. Etichetta nera. Il profumo che si ritrovava nel bicchiere era netto: balsamico, eucaliptolo, forse un po' di rosa, acqua di rose o rosa secca, sul fondo. Chiaro e netto. Buono. In bocca era asciutto, leggermente allappante, magro. Classico. Buono. Balsamico.