Ligio ai miei impegni etici in fatto di vino (ah, se lo fossi anche in altri campi!), entro in un supermercato popolare e compro una, l’unica, bottiglia di vino abruzzese presente. Si tratta del Sistina Montepulciano d’Abruzzo doc 2006, 13,5°. Imbottigliata da un’organizzazione misteriosa (che sia la Spectre?) siglata CCRA Soc. Coop. Non costa molto, anzi poco, sui due, massimo tre euro –se non ricordo male. La stappo e me ne verso un bicchiere. Per un vino così “pop” uso uno di quei bicchieri con le figurine che la Nutella regala a mio figlio (e a Monica). Lo riempio a metà e comincio ad annusare il liquido: sa di ciliegie, anzi di marmellata di ciliegie, forse amarene; poi si sente un po’ di speziato e di tabacco. Non male come profumi. Non male. Non eccelso, ma non male. In bocca però è magro: subito dolcino (alcool, credo), poi magro e fresco. Discreto nel totale. Anche se con quel colore, Spongebob sembrava nuotare in mare ancor più inquietante! In bocca al lupo, Abruzzo…
Abruzzo “pop”
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