A zonzo da Zorzon

Scampoli di vacanza e Gianni mi invita nel Collio Goriziano per assaggiare i vini di una piccola azienda: la Cantina Zorzon di Cormons. Vuole commercializzarli e mi chiede un parere neutro.

Neutro? Cosa c’è di neutro nel vino? Poco. La cantina la conoscevo già, perché sono amici di Moreno e di Andrea, direttore di “capitaALvino”. Molti anni fa i loro vini li ho già assaggiati (anche se non ricordo nulla, se non che mi piacquero); mi piacciono già i vini del Collio, perché nella mia famiglia –veneta- sono ben considerati… Comunque, li ho assaggiati, come direbbe il mio maestro, “nel bicchiere” e non con la testa.

Nel pomeriggio assolato li assaggiamo tutti: il Tocai Friulano 2005 (che presto cambierà nome e rimarrà solo Friulano), il Pinot bianco 2005, il Pinot grigio 2005, la Malvasia istriana 2005, il Sauvignon blanc 2005, il Merlot 2004 e il Cabernet franc 2003. Tutti ottimi, tutti tradizionali con pochissima barrique. Presente solo nel Cabernet franc, “in parte e usata”, come ci sottolinea il produttore, Giorgio Deganis.

Il Tocai, 13°, ha buoni profumi vegetali e di mandorla, in bocca è subito dolce ma di acidità spiccata. Chiede cibo, aperitivi lunghi. Il Pinot bianco, 12,5°, profumava di crosta di pane, lievi profumi. In bocca è morbido, fin troppo. Il Pinot grigio, 13,2°, non si discosta molto dal primo. Anche se ha profumi più intensi. Piacevole. Soprendente la Malvasia istriana, vino secco di 13°, che al naso mi ricorda fiori, note di affumicato, ed in bocca è corposo, equlibrato. Il Sauvignon è una versione elegante e non prepotente di un classico Sauvignon, “vigne vecchie”: profumo sì, ma non prepotente. Piacevole al gusto. Morbido ma con buona acidità. Il Merlot, 13°, era proprio come me lo aspettavo. Classico. Vino da tavola, come diceva mio padre. Profumi lievi, corpo modesto. Equlibrato. Ben più interessante il Cabernet franc a cui la barrique serve per domare in parte l’irruenza vegetale del profumo e il sapore d’uva dell’abboccato. Grande assaggio. Chiudiamo con un fuori programma: un vino della Stiria, terra d’origine della compagna di Deganis: un vino Schilder, 11° e acidità alle stelle. Dopo una mezz’ora le ghiandole salivari lavorano ancora per parare il colpo di questo rosato.

Un rosato che però non è estraneo ad una terra in cui sloveni (Cormons è al confine), austriaci ed tedeschi s’incontrano numerosi, alla ricerca di vino e di ricordi. Eredi della Mitteleuropa distrutta dalla Grande guerra.

Dopo la degustazione e prima di finire in una deliziosa osteria, zigzaghiamo nel paesello e scopriamo che il celebrato nella piazza principale non è Cristoforo Colombo (pensavo: che ne rivendichino anche loro i natali?), ma Massimiliano primo d’Asburgo. E in una frazione di Cormons, Giassico per la cronaca, si celebra il genetliaco di Francesco Giuseppe, “cecco beppe” per i nostri fanti.

Ma noi venivamo in pace e abbiamo scelto il Tocai, la Malvasia, il Sauvignon e il Cabernet. Proprio perché ci sono sembrati l’espressione più vera di questa terra. Prosit!

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