A Sizzano un lunedì…

Piove. E’ lunedì. Sono a Sizzano, su invito dell’Onav, per far parte della giuria del premio enologico che la cittadina novarese ha istituito. Due le categorie: sizzano doc e colline novaresi doc. Finisco nella giuria numero tre (su tre). Degustazione aperta, con interscambio di opinioni. Bella esperienza. Assaggiamo 18 campioni di vino. E’ curioso: vado d’accordo con tutti. O meglio: comprendo le posizioni di tutti: chi ama i vini molto espressivi (i vinoni, per capirci), chi li vuole più caratterizzati. Io faccio la parte del consumatore maroniano: profumi, morbidezza, struttura… anche un pizzico di barrique. Non sono sempre d’accordo con tutti, ma comprendo le scelte. Che il vino mi abbia reso più democratico? Fra i vini che ho preferito (ma l’ho scoperto dopo) il Ramale della Torraccia del Piantavigna, il San Quirico di Ca’ Nova, Brigatti… Molto mi ha colpito il sizzano doc 2004 della ditta Paride (mai sentita prima): un rosso ottimo, con profumi mix di frutta e di spezie, ancora giovane in bocca. Piacevolissimo. E anche un po’ classico. La grande passione per l’antichità l’aveva il padre: lui, Paride Chiovini, il nome se l’è trovato appiccicato. Ma le sue doti "eroiche" sembra essere ora nel vino. Fugace apparazione o ciclo epico?

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