A Genova il Forastero non è di Casa

 A Genova il Forastero non è di Casa

Invece che il Forastero, il cacao più comune, o del Criollo, il più pregiato, o del Trinitario, l’intermedio, il pasticcere genovese Alessandro Boccardo cerca di conoscere e di utilizzare qualcuna delle circa tremila tipologie di cacao “perdute”, cioé “non usate”, “non conosciute”, “non provate in pasticceria” che la Terra, come uno scrigno dorato, ancora nasconde ai più. Questo pensiero, sogno o desiderio che sia, lo riempie di sorriso e di buona volontà. Anche mentre ci parla e ci presenta la sua bottega: l’Antica Fabbrica di Cioccolato Romeo Viganotti, dando retta a dei cortesi sconosciuti. Antica certo, ha ancora le pulegge funzionanti sul soffitto, ma non immaginate un capannone industriale, bensì una serie di piccoli locali comunicanti che si aprono su altrettanto piccoli cortili, vicoli e guardano le altre case del centro storico di Genova.

 Poi il suo discorso cade su commercializzazione, tostatura, artigiani di qualità, grande industria, temperature, burro di cacao, oli vegetali idrogenati, temperaggi, acciaio, marmo, conservazione del cioccolato…

 Un discorso, il suo, ricco di passione di consapevolezza per il futuro. Un futuro alla ricerca della “città perduta del cacao”, un “eldorado” di nuovi profumi, gusti e consistenze autoctone ed originali… abbandonando un poco i tre cacao internazionali più usati.

 E noi ce lo immaginiamo, da solo, in un villaggio amerindo mentre riceve la spedizione europea mandata alla sua ricerca: “Mr Boccardo, i suppose!”. E lui lì, con i suoi semi stretti nelle mani.

Mr Boccardo

 

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