La Torta a Metro

La Torta a Metro

 

Ricordo ancora: Aldo, Stefano ed io di ritorno da Udine. In auto, la mattina. Aldo dice a Stefano: “vai di là che debbo comprare un mezzo metro di torta”. “Come “mezzo metro”! -esclamo io- dove si compra una torta a metro?”. Aldo mi guarda e sorride: “vedrai”.

Ed io ho infatti visto nella campagna veneta un paese che ha una bella pasticceria in periferia (ma non lussuosa, più funzionale, più spaccio che boutique) e nella pasticceria panettoni e pandori in offerta (si era poco prima di Natale), prodotti di seconda scelta e lì, nella vetrina, la mitica torta a metro. “Per me la torta più buona che io abbia mai assaggiato!”, dice Aldo, mentre ne compra un bel pezzettone. Poi Stefano e poi io che mi faccio tentare e ne compro un 30x30cm. Me la vendono a peso.

Una volta tornato a casa, zeppo la torta nel frigo, non prima di averne assaggiato un pezzo. Assai buona davvero. Al suo fascino non sembra essere nessuno immune e -così, velocemente- senza accorgesene lei sparisce ed io mi ritrovo a cogliere le briciole… Buona davvero!

Negli anni ho chiesto ad Aldo chi fosse il pasticcere e dove fosse il paesello. Ma ogni volta, per una ragione e per l’altra, non ci sono tornato. Ed ho rimosso.

Ma con questo post voglio appuntarmi indirizzo, nome e quant’altro. Leggo infatti su “Il Pasticcere”, numero di novembre-dicembre 2012 che stiamo parlando della Pasticceria Perbellini Ernesto di Bovolone e di Isola Rizza (io ero andato ad Isola Rizza) in cui si vende la mitica “torta a metro” di aldiana memoria. Si tratta della Millefoglie Strachin (nome registrato ndr) che tanto piace se, ricorda Pierluigi Perbellini, “in genere alla settimana ne vengono acquistati dai 15 ai 20 quintali”. Nell’articolo si evidenzia anche la filosofia aziendale: “la vendita al trancio consente di abbassare il costo del lavoro e di conseguenza anche il prezzo finale… prima di tutto devono venire il gusto e la qualità, poi la presentazione; quest’ultima non deve essere mai privilegiata rispetto alle prime due fondamentali caratteristiche del dolce… Troppo spesso oggi si va verso una pasticceria bella ma non buona, così non va”.

E invece va bene davvero questa torta “a metro” che consiglio. In primo luogo a me stesso: “valla a ricomprare!”. Un imperativo morale a cui è difficile resistere…

Millefoglie Strachin

 

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2 thoughts on “La Torta a Metro

  1. Mi riconosco e ricordo molto bene l’episodio, tornavamo, tra l’altro, da una cena la sera prima Agli Amici di Godia dall’amico Emanuele Scarello. Io, quella sera, avevo un gran raffreddore e, a parte le consistenze, di gusti ne avevo sentiti pochi. Così per rifarmi, eccoci planare il giorno dopo a Bovolone e non a Isola Rizza. Riccardo le libagioni annebbiano i ricordi! Anche perché non puoi definire pandori le mitiche ofelle, mamme, anzi nonne dei pandori… comunque, legendo ho risentito in bocca il gusto della millefoglie perbellinesca… che bello!

  2. Bovolone… ci avrei scommesso. Ricordavo un nome simpatico e rotondo. Ma ho confuso con Isola Rizza perché lì c’è il loro ristorante e mi sembrava di aver visto le indicazioni lungo la strada… ecco perché. Ofelle e non pandori? I’m sorry… roba buona, suppongo… Aldo, io ci torno quando vado al Vinitaly…

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