Un viaggio tra Sicilia e Piemonte

Durante la Festa degli Agrumi di Cannero Riviera 2026 abbiamo voluto dedicare come da anni un momento di approfondimento sulle tematiche del cibo e delle produzioni legate al territorio. Il tema di quest’anno erano le arance rosse ed è così nata l’idea di AmaRosso, nel pomeriggio di domenica 8 marzo: un confronto ideale tra diversi amari che utilizzano arance rosse (e anche altri agrumi) nelle loro botaniche.

Gli amari che impiegano gli agrumi sono moltissimi, soprattutto nell’Italia centro-meridionale, ma non mancano esempi interessanti anche nel Centro-Nord. Per la degustazione la scelta è caduta su quattro prodotti molto diversi tra loro, accomunati proprio dalla presenza degli agrumi.

Amaro Moro – Distilleria dell’Etna (Sicilia)

Il primo amaro in degustazione è stato Amaro Moro, prodotto alle pendici dell’Etna e fortemente legato alle arance rosse siciliane, in particolare alla varietà Moro. Si tratta di un amaro dal profilo morbido e accessibile: si apre con una piacevole nota agrumata e leggermente dolce, per poi chiudere con una sensazione amaricante delicata e persistente. 

Amacardo – Liquorificio Amacardo (Sicilia)

Accanto a questo è stato presentato Amacardo, anch’esso ispirato alle arance rosse ma con una struttura più complessa. Nella sua ricetta compaiono diverse botaniche, tra cui il cardo mariano, che conferisce una nota amaricante più marcata e una struttura aromatica più profonda. Il risultato è un amaro elegante, equilibrato e con una personalità molto distinta.

Ilex – Borgomanero (Piemonte)

Dalla Sicilia ci si è poi spostati rapidamente al Nord con Ilex, amaro prodotto a Borgomanero e caratterizzato da una ricetta particolarmente ricca, che comprende 38 botaniche tra erbe, radici e agrumi. Questo prodotto ha ottenuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il World Gin Award – World’s Best, che lo ha portato a essere considerato tra i migliori amari dell’anno. In degustazione si è rivelato estremamente complesso, con tre livelli di percezione aromatica, lungo e stratificato: un amaro impegnativo ma di grande personalità.

Oramaro – ROVR Spirits (Piemonte)

Infine è stato presentato Oramaro, prodotto in Piemonte nella zona di Asti dalla giovane realtà ROVR Spirits, che utilizza proprio gli agrumi di Cannero Riviera. È un amaro dal profilo molto pulito e lineare, dal colore chiaro e brillante, nato dall’entusiasmo di un giovane imprenditore che ha scelto di valorizzare il legame con il territorio. Come sottolinea Simone Rovero, fondatore di ROVR Spirits: “La nostra è una sfida importante legata al concetto di territorio e filiera corta. La nicchia degli amari agrumati è una delle più dinamiche. In Piemonte, regione storicamente dominata dagli amari erbacei, non esisteva alcun amaro 

La degustazione è stata accompagnata anche da alcuni cocktail creativi, proposti dalla bartender Cinzia Ferro del locale Estremadura di Verbania, che ha saputo interpretare questi amari con grande fantasia e professionalità. Non sono mancati nemmeno gli abbinamenti gastronomici, con piccoli assaggi pensati per esaltare i profumi e le caratteristiche dei liquori.

Il momento più interessante è stato però quello delle degustazioni pure, che hanno permesso ai partecipanti di cogliere le differenze tra i vari prodotti e di apprezzare la varietà di interpretazioni possibili partendo dalla stessa famiglia di ingredienti: gli agrumi.

È stato un pomeriggio molto partecipato, con la sala piena e grande interesse da parte del pubblico. Un successo reso possibile dalla collaborazione tra Hotel Rondinella di Cannero Riviera e la condotta Slow Food Verbano e Cusio.Un ringraziamento particolare va a Cinzia Ferro, protagonista della parte dedicata ai cocktail, e a Maria Cristina Pasquali, che ha concretamente realizzato un’idea nata nella mente del presidente della condotta, Riccardo Milan. Una bella occasione per scoprire come, partendo da un ingrediente apparentemente semplice come l’arancia, possano nascere interpretazioni molto diverse di amaro, capaci di raccontare territori, tradizioni e creatività.

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