Prima di Natale abbiamo fatto un “groupage” ed abbiamo comprato del buon champagne a 20 euro la bottiglia. Ne abbiamo comprato un bel po’ e a nessuno è venuto da dire che, non essendo italiano, non è buono. Se un vino è buono, è buono e basta! Dovrebbe valere per tutto, ma non sembra essere così. Ovunque si sente il mantra del “buon made in Italy”, come se fosse di per sé una garanzia. Invece i valori dovrebbero essere altri: il valore organolettico ma anche quello etico (come è fatto, dove è fatto, perché è fatto, chi lo fa?). Altrimenti è solo propaganda superficiale.
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