What’s about “rosati”

C’è un’originale americana –Lauren- che vive sul Lago Maggiore e si occupa di vini: per diletto, mestiere, vizio… non saprei. Forse, per tutte e anche per altre ragioni. La incontro ovunque. Ieri a Novara, ad una degustazione di vini. Insieme abbiamo assaggiato tre vini rosati, senza sciogliere il nodo sulla natura di questi vini: rossi scarichi? bianchi robusti? un terzo sesso?

Neanche l’amerinda mi ha illuminato. Anche perché non riesco a trovare il bandolo. Premetto: i rosati mi piacciono, ma cosa sono? Il Barlan rosato di nebbiolo della Torraccia del Piantavigna, annata 2005, per esempio, è un vino dai profumi complessi, speziati, con note di legno; in bocca è asciutto, allappante; il rosato dei F,lli Joppa di Romagnano Sesia, invece, è fresco in bocca, meno ricco di sfumature e gioiosamente giovane di fiori e frutta al naso; stesso dicasi per il rosato Aurora di Ca’Nova, azienda di Bogogno: ha profumi floreali, fruttati, dolci. In bocca è però più morbido rispetto a quello di Joppa. Buoni, certo, ma diversi l’uno dall’altro.

Trovo un faldone di alcuni mesi fa: “La rivincita dei rosati”, MiWine. Ottantasette etichette di rosati in degustazione. Mica male. Ne ho assaggiati una ventina, scoprendo sfumature di profumo e di gusto assai ampie. Ordine di apparizione casuale: un buon Bisol Talento Metodo Classico Rosé; un ottimo Villa Sandi Opere Trevigiane Brut Rosé; un Ferrari Perlé Rosé Trento doc, “non male” (forse ero di fretta per fare note così sintetiche. Chisseloricorda!); un piacevole Cantalupo Mimo Rosé, il più famoso rosato novarese; un La Scolca Rosa Chiara che non mi è piaciuto: il Chiaretto Pasini Garda doc che mi è piaciuto tanto e di cui ho ammirato anche l’originale bottiglia (tempo fa avevo visto una pubblicità con Mazinga…); altrettanto ottimo per profumo e gusto il Chiaretto del Garda Classico doc Provenza; un po’ meno ricco di profumo e meno gustoso, ma buono, il Chiaretto doc Zenato Bardolino.

La Liguria mi ha fatto assaggiare un Bisson Ciliegiolo Golfo del Tigullio doc dal colore più rosso che rosato; un Lunae Bosoni Divina Contessa, su cui mi sono dilungato: “morbido e dolce in bocca, fin troppo sciropposo, buoni profumi. Della Toscana lo Scalabrone Antinori Bolgheri doc l’ho liquidato con un “profumi interessanti e grande morbidezza in bocca”; più o meno le stesse note per il Banfi Cantine Rosé; mentre il Biondi e Santi Rosato di Toscana igt proprio non mi è piaciuto; più buono in bocca che al naso, infine, Rosa di Corte di Frescobaldi.

Marche: Le Rose di Settembre (bella poesia) di Giusti, non mi è piaciuto: puzzava un po’ ed era inconsistente in bocca. Abruzzo: nome lunghissimo: Casal Thaulero Orsetto d’Oro Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo doc, valutato in modo sufficiente per delle note amare al palato; e poi il Citra Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo doc, che mi è piaciuto di più. Nelle postazioni campane ho assaggiato solo un Mastroberardino Lacrimarosa igt, che proprio non mi è piaciuto. Per la Puglia: un Accademia dei Racemi Pervini Bizantino igt Salento Rosato (mamma mia, che lungo!) che ho giudicato troppo morbido e poco profumato; il Castel Monaci Kreos Salento Rosato igt mi è piaciuto, “non male ma solo un po’ sciropposo”; il Leone de Castris Five Roses 62° Anniversario igt Salento Rosato, uno dei rosati più famosi d’Italia con la Rosa del Golfo, mi ha lasciato soddisfatto in tutto tranne per una leggera punta di amaro in fondo al palato; non male neppure il Monaci Girofle igt Salento Rosato; doveroso assaggio, li vende Andrea, per il Torrevento Primaronda Castel del Monte doc che aveva però pochi profumi ed era più piacevole al palato.

Basilicata: “puzzette, dolce-burroso in bocca… negativo” il Cantine del Notaio Il Rogito igt Basilicata. Calabria: “grandi profumi e poca freschezza, sciropposo” il Librandi Cirò Rosato doc. E, per concludere, il rosato Campos della Cantina di Gallura igt Colli del Limbara, “non male, meglio il profumo rispetto al gusto”.

Non male i rosati, anche se non li so ancora collocare (sempre che li voglia collocare). Vagano in aria, regalandoci profumi e sapori piacevoli.

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One thought on “What’s about “rosati”

  1. caro Riccardo, il rosto è un vino a sè. Non un bianco carico e nemmeno un rosso scarico. E’ sicuramente un vino da valutare per conto suo, ne sanno qualche cosa i nostri cugini Francesi, che il rosato lo conoscono e lo apprezzano per il suo “personalismo”. Il vino simbolo ed emblema della Legione Straniera è un rosato(non ricordo il nome) che viene servito al pranzo e cena dei legionari.

    Insomma il rosato è un vino che non va confuso con i suoi fratelli bianco e rosso.

    Ciao

    Mauro

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