Vini transizionali

DSC01017Estate calda. Forse luglio. Entro nella penombra del magazzino vini di Andrea e li vedo. Sono seduti al tavolo delle degustazioni; non hanno però nessun bicchiere davanti. Parlano fitto un italiano un po’ spezzettato. Stranieri. Andrea è attento, per nulla sornione. Giovanili, fisici asciutti, capelli castano-biondi, camice di seta bianche aperte su petti glabri e incollanati d’oro, jeans di marca appositamente sdruciti e mocassini di gran classe.

Chi sono? Sono due russi, due commercianti russi che vivono da poco sul Lago. In una villa storica. Sono lì per costruirsi una cantina, ex novo. E stanno discutendo con Andrea, affinché li consigli su come fare. “In realtà –mi dice poi il padrone di casa- sono venuti qui con le idee ben chiare. Hanno solo voluto confrontare ciò che altri gli avevano detto”. Furbi… Sì, furbi ma prevedibili. Andrea estrae infatti un foglietto da verduriere, dove ha scritto alcune note. “Non ci crederesti –mi dice- che vini mi hanno chiesto di trovargli!?”. Sentiamo. L’elenco che Andrea pronuncia come un mantra è una parte del solito, conosciutissimo ed ampio, elenco di vini celebri, aziende imperdibili, annate incredibili. Si va dalla Francia e dai suoi bordeaux e si arriva in Toscana con i suoi “supertuscans”, un po’ di Piemonte –poco poco-, i grandi veneti e poi via verso Reims, patria dello champagne (anche bottiglie magnum o jeroboam, ovvio, e tante)… Un “affaruccio” di alcune migliaia di euro. Una cantina piena di vini da far vedere, da offrire con magnanimità ad amici, potenti e –qualche volta credo- a sottoposti… una cantina status symbol; una cantina piena di, buoni, oggetti transizionali.

Sì, perché non potrei capire altrimenti come esista nel mondo un mercato di vini costosissimi, celeberrimi, che affascina un po’ gli europei, molto gli americani, tanto i giapponesi, moltissimo i nuovi ricchi: russi e cinesi in primis. Si compra il vino più costoso perché dimostra qualcosa a qualcuno. Si frappone fra gli uni e gli altri. Ma cosa sono gli “oggetti transizionali” e che rapporto possono avere con il vino?

Lo psicologo dell’età evolutiva, uno studioso di bambini insomma, Donald Woods Winnicott definisce l’oggetto transizionale come “il primo possesso non-me”. Con il termine oggetto transizionale o fenomeno transizionale si designa dunque l’area intermedia di esperienza tra “la suzione autoerotica del pollice (in una situazione di narcisismo primario) e l’instaurarsi di vera relazione d’oggetto”. Per capirci meglio: diciamo che è l’uso, con importanti valenze affettive, di un oggetto che è riconosciuto come non facente più parte del corpo del bambino (“non più appartenente, in modo onnipotente, a sé”) ma non ancora pienamente riconosciuto come appartenente alla realtà esterna. Winnicott ne descrive così la comparsa: “È esperienza comune osservare, associato ad una attività autoerotica quale la suzione del pollice, uno dei seguenti comportamenti:
Con l’altra mano il bambino prende in bocca un oggetto esterno, per esempio una parte del lenzuolo… Le modalità che si stabilizzano nella prima infanzia persistono nell’infanzia, l’oggetto morbido continua ad essere indispensabile all’ora di andare a letto, in un momento di solitudine o quando sta per sopraggiungere la depressione”.

Un oggetto anche un po’ erotico, insomma, che aiuta a migliorare il proprio rapporto con il mondo. Come fa il vino. Solo che, per noi latini, sempre un po’ paganeggianti, il vino è soprattutto convivialità, ebbrezza, buona tavola… per altri, che il vino lo conoscono meno o che si sono solo recentemente infatuati dello stile di vita occidentale; per altri, suppongo che il vino sia soprattutto un “oggetto transizionale”. Un oggetto da porre fra sé e gli altri, che lo aiuti a confrontarsi con il mondo; un po’ di te esterno a te stesso Un possedere che tranquillizza e che parla agli altri più di mille parole. Ed ecco allora l’elenco, prezioso, che giocava nelle mani di Andrea. A quel punto, sì, lui aveva un sorriso sornione.

Visite: 1299

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *