C’è una foto nel mio cervello molto chiara. No, cioè non una foto ma un’immagine di me stesso che si vede: sono io con due miei amici di allora, Roberto e Giuseppe. Siamo appoggiati all’edificio di un benzinaio che non c’è più. Una strana superficie: curva, moderna. Il vento si muove tra i nostri capelli (quando ne avevo ancora), noi guardiamo davanti, uniti, tranquilli di fronte il destino che verrà. Tranquilli. Quei due ragazzi sono rimasti così nel mio ricordo. Purtroppo poi ne ho incontrato uno, Roberto, che si è dimostrato molto diverso da quello che era allora, infragilito dalla vita e anche un po’ goffo. Forse con qualche problema di troppo. L’altro invece non lo becco più, non si fa più trovare. Dice sempre che ci dobbiamo vedere ma non lo vedo mai.
Una Foto
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